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Surrealismo

surrealismo in arte

Il movimento del surrealismo è la conseguenza logica del dadaismo. Un gruppo di poeti, artisti con a capo Andrè Breton, nel 1924 pubblicano il primo manifesto del surrealismo. Gli esponenti del surrealismo affermano che esiste questa componente del sogno che ha gran parte della vita dell'uomo.
Il sogno è molto più complesso, racchiude tutto ciò che un individuo è, registra e rimanda ciò che ha nell'inconscio.
Realtà e sogno sono dipendenti, si appartengono. Come conciliare veglia e sogno? Bisogna usare la surrealtà, ovvero la realtà assoluta. Bisogna cercare di giungere ad una realtà superiore in cui conciliare veglia e sogno.
Il compito del surrealismo e dei pittori surrealisti è quello di realizzare qualcosa senza il controllo della ragione, in modo che l'inconscio operi anche quando siamo svegli. Bisogna mettere insieme oggetti che hanno senso nel nostro quotidiano in un ambiente in cui non hanno senso, il tutto crea uno shock visivo.

Pittori surrealisti

René Magritte

Tra i surrealisti, lui usa il frottage, il grattage e il collage, tecniche automatiche senza il controllo della ragione. Per Magritte è importante l'incontro con la metafisica. Si forma in una scuola d'arte come decoratore di carta da parati. Nel pittore surrealista, la veglia è la protagonista delle riflessioni. La sua arte è complicata, va interpretata in maniera precisa.

L'uso della parola

"ceci n'est pas une pipe", questa non è una pipa. Qui emerge la differenza tra un oggetto reale (la pipa) e la sua rappresentazione pittorica. La scritta e l'immagine non coincidono. L'oggetto reale e la sua rappresentazione non hanno le stesse funzioni. Questa affermazione crea un colpo, genera una riflessione.

Max Ernst

Tra i pittori surrealisti, Max Ernst fa uso della decalcomania, del frottage e del grattage.

Vestizione della sposa-1940

Opera molto nota. Due figure femminili, al centro e a destra. Nel centro vediamo una donna con un mantello di piume rosse, il copricapo ha le sembianze di un gufo.
Lo sguardo della sposa è rivolto verso destra e si intravede dal copricapo. Dietro la sposa si intravede uno sgabello e davanti un servitore mezzo uccello e mezzo umano con in mano una lancia diretta verso il pube della donna (simbologia fallica).

Retrofreccia che va anche lei verso il pube. Sulla destra in basso c'è una figura mostruosa verde, figura ermafrodita (4 seni, un ventre rigonfio, pene) con piedi palmati e capelli lunghi. Dietro questa figura vi è una figura femminile con copricapo originale.

Joan Mirò

Le opere del pittore surrealista Mirò sono frutto non di sogni ma di allucinazioni portate dalla fame.

Carnevale di Arlecchino-1924

Il punto di partenza è la libertà inventiva. Il tutto rappresentato con segni più che con figure. L'immaginazione prende il sopravvento. Suscita caos e confusione, anche se Mirò segue uno schema preciso per realizzarla e vari bozzetti.
Rappresenta l'interno del suo Atelier a Parigi, popolato da figure fantasiose. Figure che ballano, composizione musicale.
Vediamo delle note che fuoriescono da una chitarra. Pesci, stelle comete, figure zoomorfe. La finestra è aperta sull'esterno con triangolo nero che rappresenta la torre Eiffel. Il cerchio verde rappresenta il mappamondo. Sul lato sinistro vi è una scala che porta in alto (evasione dalla realtà).

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