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Telemaco Signorini - La sala delle agitate al Bonifacio di Firenze


Telemaco Signorini fu uno degli esponenti più importanti della pittura "a macchia". Iniziò a frequentare il Caffè Michelangelo nel 1855 e lì sentì parlare per la prima volta del "ton gris", ossia di un’intonazione grigia del colore che consentiva una visione delle cose più vicina al reale. Per ottenere tale effetto, gli artisti utilizzavano uno specchio nero che, decolorando il variopinto aspetto della natura in esso riflessa, permetteva di afferrare immediatamente le tonalità chiare o scure e quindi la macchia. La sala delle agitate al Bonifacio di Firenze è un’opera caratterizzata da un accorto equilibrio tonale e da dinamici effetti di controluce. Nella stanza desolata e spoglia di un manicomio le ammalate, quasi tutte allineate contro il muro, sono assorte in pensieri insondabili. L’opera trasmette un’impressione di silenzio spettrale, infranto solo dal braccio levato per protesta da una figura sulla sinistra. La rigorosa scansione geometrica dello spazio è movimentata dalle ombre sul pavimento e dalle poche figure in piedi. Misurandosi con il problema sociale della follia, il dipinto manifesta la sensibilità di Signorini per le questioni politiche contemporanee e la consapevolezza che l’arte non può limitarsi a esprimere valori puramente estetici.

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