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San Patrick’s Cathedral, testo descrittivo creativo

Nascosta tra i mostri di vetro e cemento della Fifth avenue e affacciata sulle verdi chiome degli alberi centenari di Central Park, c’è una piccola cattedrale ricoperta di marmo bianco che dalla fine del milleottocento ospita milioni di fedeli ogni anno. Era stata progettata per essere grande e magnifica, come le vecchie cattedrali europee, e invece è finita per essere la piccola chiesetta sovrastata dall’ombra dei suoi invadenti vicini. Il suo nome è legato a San Patrizio, il patrono dell’isola verde che ha mandato nel corso dei secoli milioni di migranti cattolicissimi, sognati e un po’ ubriaconi nella città che è il simbolo del sogno mericano. Le vetrate dei grattacieli di pomeriggio la fanno brillare di mille riflessi, di mille colori e sfumature. La sua facciata è abbracciata da due torri alte quasi cento metri e decorata da tantissime guglie che la fanno sembrare più severa ed altezzosa. All’interno le finestre colorate e il rosone forgiato dagli artigiani del vecchio continente fanno entrare pochissima luce, ma filtrata in mille sfumature diverse, che danno risalto e vivacità al semplice e spoglio marmo che ricopre ogni superficie. Dietro la facciata di nasconde nell’imponente cantoria scolpita in legno, l’enorme organo a canne degli anni ’30 che accompagna i canti e le preghiere dei cattolici di New York.

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