blakman di blakman
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Henri Rousseau - La guerra


Nell'ambito della cultura altamente intellettuale della Parigi di fine Ottocento, l'originalità dei dipinti di Rousseau, candidamente ingenui (naif in francese), destò grande curiosità. L'artista, che nel 1870 aveva preso parte al conflitto franco-prussiano, sosteneva che la guerra "passa piena di orrori e lascia alle sue spalle disperazione,pianto e morte"; da questa constatazione nacque il dipinto La guerra, in cui Rousseau ha tradotto tale affermazione in un'immagine di grande potenza, dove candore e crudeltà si incontrano. Nella tela un fanciulla in tunica bianca, reggendo fra le mani una spada e una fiaccola, cavalca un destriero nero. Il corpo dell'animale è innaturalmente allungato, indicando l'impeto della corsa e sotto i suoi zoccoli giacciono corpi morti, parzialmente mutilati e beccati dai corvi. Alla simbologia legata alla guerra, che volando sugli uomini semina la morte, si accompagna lo spettrale paesaggio, caratterizzato dalla presenza di alberi secchi dai rami spezzati che si stagliano scuri sulle nubi rosse di un tramonto che pare definitivo. Tutto è raffigurato con estrema precisione, ma l'insieme suggerisce una visione fantastica, l'esperienza interiore di un incubo. Contribuiscono all'effetto la piattezza meticolosa degli impasti cromatici e la qualità uniforme, fredda e quasi artificiale della luce.

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