Pierre-Auguste Renoir


• La vita
•Il padre è sarto e si trasferiscono a Parigi quando il figlio ha tre anni. A 13 anni è apprendista in una bottega di porcellane. Il padre spera che diventi un artigiano di qualità. Frequenta i circoli di pittura ed è amico di Monet con cui condivide la pittura en plein air. Per lui la pittura è gioia di vivere, capacità di stupirsi davanti alle piccole e grandi meraviglie del mondo, voglia di farsi travolgere da emozioni e da colori. È un grande impressionista perché è affascinato dalla luce e dai giochi di colore che crea come un bambino. Va poi in Italia. A Palermo conosce e ritrae il compositore Wagner. Ama gli affreschi vaticani di Raffaello. Nel Novecento è famoso anche a livello europeo. Per una malattia ai reni resta paralizzato. Si dedica sia alla pittura sia alla scultura, guidando un giovane allievo che “gli presta le mani” modellando la creta secondo le sue indicazioni. Muore proprio quando “comincia a saper dipingere”. Chiede una matita per disegnare e muore per arresto cardiaco.

•Colazione dei canottieri
•Si rappresenta una colazione al ristorante La Fournaise in un villaggio sulla Senna. I frequentatori sono soprattutto sportivi che dopo aver vogato in canoa si concedono il meritato riposo insieme con amici ed amiche che sono venuti ad accompagnarli. La scena ritrae la veranda aperta del locale in cui quattordici personaggi chiacchierano amabilmente tra loro dopo aver mangiato insieme. Il dipinto anche qui è un lavoro en plein air che Renoir fa davanti ai tavolini ancora pieni dei resti del pasto, fra i commenti degli amici e le risate delle ragazze. La luce chiara del primo pomeriggio estivo filtrata dal tendone a righe e inonda la scena di riflessi dorati, in contrasto con lo sfondo verdastro della vegetazione. I volti delle ragazze sono tratteggiati per sone di colore: labbra, occhi, naso, capelli e cappellini. L’atmosfera è di una straordinaria naturalezza, resa più forte anche dal gioco di sguardi che lega tra di loro i personaggi. L’apparecchiatura della tavola è così complessa da costituire un dipinto nel dipinto: Renoir propone una superba natura morta in cui contrastano la leggerezza delle bottiglie e dei cristalli con la massa della frutta e della botticella di cognac, mentre le briciole di pane e il tovagliolo lasciato distrattamente sul tavolo rimandano a un naturalismo stupefacente.

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