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Realismo- Courbet e Millet

Il realismo in storia dell'arte è il periodo storico e artistico che segue il periodo romantico e ha inizio intorno alla metà dell'Ottocento. In particolare è il periodo dei grandi moti rivoluzionari che si sollevano in varie parti d'Europa nel 1848. A differenza delle opere romantiche che ponevano una particolare attenzione ai sentimenti,gli artisti realisti, ispirandosi alla letteratura realista di quel periodo,ponevano l'attenzione sulle condizione di vita degli strati più bassi della popolazione. In particolare artisti come Courbet,Millet e Daumier rappresentavano la vita comune del proletariato contadino. È il periodo in cui vengono fatti grandi studi in campo sociologico e nascono le prime tendenze socialiste.

Gustav Courbet

Considerato il più importante pittore realista,nacque a Ornans in Francia e al suo paese natale dedicò una trilogia di opere (trilogia a Ornans) che portò in mostra in giro per la Francia come personale manifesto che evidenziava le sue idee in campo politico e sociale.

"Seppellimento a Ornans"

l’opera presenta dimensioni "epiche" cioè commisurabili a quelle di grandi opere del passato come a esempio " Incoronazione di Napoleone" di David. Con la larghezza di oltre 6 metri, l'artista voleva affermare che un qualunque avvenimento di un piccolo paese aveva la stessa importanza dell'incoronazione di un imperatore. Nell'opera l'artista pone, quasi su un unico piano, una serie di personaggi che partecipano alla cerimonia del seppellimento. In primo piano si intravede la fossa scavata,mentre il necroforo inginocchiato attende le istruzioni dal parroco per procedere alla chiusura della sepoltura. Courbet rappresenta sulla destra donne vestite a lutto che piangono sommessamente il defunto mentre al centro vi sono i dignitari del paese con la borghesia e a sinistra il clero. L'aspetto realista dell'opera sta soprattutto nella volontà di rappresentare I diversi gradi di partecipazione all'evento luttuoso da parte delle diverse fasce sociali. Nell'evidenziare le espressioni ipocrite e falsamente contrite dei borghesi e del clero, l'artista espone la sua tesi nell'ambito della polemica sociale e polemica. Per questo le sue opere, come quelle degli altri pittori realisti, non hanno la pretesa di essere oggettive poiché espongono le posizioni soggettive degli artisti.

“Gli spaccapietre”

Un'altra opera appartenente alla stessa trilogia è: " gli spaccapietre" distrutta durante la seconda guerra mondiale. Qui la vita contadina viene rappresentata in tutta la sua cruda realtà:questi uomini distruggono se stessi lavorando per l'intera giornata a spaccare le pietre che trovano nei campi per permettere il passaggio dell'aratro. Questo lavoro gli abbrutisce, talmente tanto da renderli quasi servi della gleba. Per tale ragione Courbet non rende visibile i volti nascondendoli con l'ombra o con un cappello quasi ad affermare che non hanno più una loro personalità. Le vesti sono lacere e rattoppate e a destra una pentola e una pagnotta lasciano intendere che questi uomini non tornano nelle loro case neanche per il pranzo.

Jean-François Millet

Millet fu un artista realista che, per rappresentando dettagliatamente le condizioni di estrema povertà della classe del proletariato contadino a differenza di Courbet,nelle sue opere e in particolare nell'Angelus, evidenziò anche dei valori positivi che rendevano visibile tale vita.

Angelus

L'Angelus è il momento in cui suona la campana del campanile del paese che si scorge all'orizzonte e la coppia di contadini interrompe il lavoro per raccogliersi in preghiera. Gli attrezzi da lavoro come il forcone e la cesta con il raccolto,oltre alla carriola, sono lasciati nelle vicinanze e i due personaggi sono visti in controluce.
L'uomo tiene tra le mani il cappello mentre la donna ha le mani giunte in preghiera. Entrambi sono rappresentati con il capo chino. Millet con una luce diffusa e leggermente dorata dalla posizione del sole molto bassa, vuole rappresentare la presenza di una profonda spiritualità, quasi della grazia divina che permea questi luoghi così lontani dalla frenetica vita cittadina. È una visione quasi panteistica,come se questa luce si identificasse con la spiritualità dei luoghi.

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