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Realismo

1. Il 1848 rappresenta per tutta Europa l’anno delle grandi sommosse popolari: l’artista non può più nascondersi nel mondo incantato della mitologia e dello storicismo romantico.
2. Gli intellettuali sentono con prepotenza l’esigenza di rappresentare il vero reale e il quotidiano, vengono così raffigurati semplici modelli tratti dal mondo popolare.
3. L’artista non si coinvolge emotivamente con il soggetto rappresentato, masi astiene da qualsiasi giudizio soggettivo, documentando la realtà nel modo più distaccato e analitico possibile.

Gustave Courbet

1. Nacque ad Ornans ed ebbe una formazione da audodidatta: copiò le opere del Louvre e inizialmente si inserì nel solco della pittura romantica
2. Presto però avviene la svolta realistica: Courbet entra in collisione con le forme d’arte ufficiali, proclamando che ‘la pittura può consistere soltanto nella rappresentazione di oggetti visibili e tangibili’.
3. Nel 1861 apre una propria singolarissima scuola, nella quale insegna secondo il principio per cui gli artisti devono lasciar libero il proprio genio, senza i vincoli imposti dai dogmi accademici. Sintetizza lo spirito della scuola nel motto: ‘Fai quello che vedi, che senti, che vuoi’.
4. Nel 1871 l’artista partecipa all’insurrezione di Parigi, dove viene abbattuta la colonna Vendomme (salvo poi essere semplicemente riposta in un luogo nascosto).
5. Courbet fu innovativo nell’arte pittorica, inventò la tecnica del colore materico: con una spatola mescolava il colore con terra e sabbia.


Gli Spaccapietre

1. L’artista si concentra soprattutto sui piccoli fatti quotidiani, registrati con impersonale distacco: egli vuole esaltare l’eroismo della realtà.
2. L’opera, un olio su tela un tempo conservato alla Gamalderie di Dresda, è andata distrutta nei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Rimangono oggi solo testimonianze fotografiche e ‘Lo spaccapietre’, una seconda versione raffigurante solo il personaggio di destra conservato in una collezione privata in Svizzera.
3. I due personaggi raffigurati sono due lavoratori dediti ad un lavoro rude e pesante. Lavorano in una cava di pietra spaccando la roccia con la sola forza fisica. Dei due uno è più anziano, è piegato su un ginocchio per spaccare i massi e Courbet lo raffigura di profilo. L’altro, più giovane, è intento a trasportare le pietre e viene raffigurato di spalle. Fa da sfondo alla scena il fianco di una montagna che occupa tutto l’orizzonte.
4. Courbet rappresenta un manovale intento a frantumare dei sassi per ricavarne ciottoli di pezzatura inferiore, aiutato da un giovane garzone, colto nell’atto di trasportare una pesante cesta di pietre già lavorate.
5. I soggetti sono molto diversi da quelli ai quali ci aveva abituato la pittura accademica del tempo, trattandosi di ‘pittura senza storia’. Gli umili diventano i protagonisti di una grande opera e sono raffigurati senza alcun lirismo romantico.
6. I lavoranti hanno il volto coperto, quasi come un atto di rispetto verso i visi emaciati e affaticati dei due uomini. Si intravede inoltre una pentola e un filone di pane, il magro pasto che li attende


L’atelier del pittore

1. Nell’allegoria reale dell’atelier, egli espone tutti i propri ideali artistici ed umani, e, su un altro piano interpretativo, i soggetti da lui rappresentati.
2. Al centro della composizione, Courbet rappresenta se stesso intento a dipingere un paesaggio della cittadina natale di Ornans. Al suo fianco stanno una donna nuda, allegoria della Verità e sua musa, e un fanciullo, anch’esso raffigurazione della pura e semplice innocenza del vero.
3. A sinistra, sono rappresentati coloro che conducono un’esistenza misera e banale, i derelitti che egli rappresenta: il popolo, la miseria, la povertà, gli usurai e i preti. (Una popolana con i capelli rossi e gli occhi verdi, simbolo della sofferenza dell’Irlanda, un prete cattolico, un rabbino ebraico e un crocifisso o un sebastiano trafitto, a sottolineare la diffidenza che egli provava verso la religione.
4. A destra siede ‘la gente che mi aiuta e mi sostiene nella mia idea e partecipa alla mia azione’. Incarnati dai principali intellettuali dell’epoca, stanno la Poesia (Baudelaire), la Filosofia (Pourdhon), eerl’Amore, la Musica e la Letteratura. Tra questi vediamo anche una coppia dei suoi acquirenti./b]
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