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Realismo

- Affermazione della borghesia capitalista
- Importanza del proletariato
- Nascita delle lotte di classe
- Diffondersi delle istanze democratiche
Nella seconda metà dell’Ottocento l’arte attraversa una sorta di crisi d’identità e di fronte alle misere condizioni di vita dei ceti popolari più bassi l’artista non poteva più nascondersi e fuggire nel mondo incantato della mitologia o dello storicismo romantici. I movimenti realisti nascono per rispondere in modo artistico alla richiesta del vero e del quotidiano. In pittura non si vuole più ingannare, proponendo soggetti inconsistenti, ma si cerca di documentare la realtà nel modo più distaccato possibile. Il Realismo si sviluppa come metodo scientifico per indagare la realtà senza essere coinvolti emotivamente; il fine dell’artista è quello di rappresentare le caratteristiche del mondo che lo circonda senza dare alcun giudizio.

I temi trattati provengono dalla realtà quotidiana, e spesso vogliono denunciare qualcosa o fare polemica, per suscitare un giudizio nell’osservatore. La natura nella pittura realistica non appare divinizzata o mitizzata come nel mondo classico, ma semplice e a volte volgare.
I protagonisti sono: Courbet, Millet e Daumier.

Courbet

Pittore francese, fondatore della scuola realista ottocentesca. Diede il nome al movimento realista. Studiò da autodidatta, copiando i capolavori presenti al Louvre. Di fede rivoluzionaria, sosteneva le idee del socialismo anche con le sue opere. Partecipò alla Comune di Parigi e dopo la Restaurazione fu condannato a un risarcimento per aver permesso la distruzione della colonna di trionfo di Napoleone in Place Vendome. Fuggito in Svizzera, vi morì.
Il suo stile particolare era contrassegnato da:
- Grande maestria tecnica
- Pochi colori, bruni e terrosi
- Composizioni semplici
- Figure spesso a grandezza naturale, disegnate con crudo realismo e rozzezza, dipinte con densi strati di . colore grumoso e materico a volte steso con la spatola
- Risalto epico a scene e episodi che non avevano niente di epico; i soggetti non sono aulici, ma gente comune
- Pittura grossolana e poco dettagliata
- Imitazione della realtà e sottolineatura delle contraddizioni e delle ingiustizie della società
- Gli Spaccapietre 1849 – Gemäldegalerie (Dresda)
In quest’opera, andata distrutta a seguito di un incendio, Courbet rappresenta schiettamente e realisticamente due spaccapietre al lavoro. Le protagoniste del quadro sono la povertà e l’umiltà della classe lavoratrice, riflesse anche dall’arida natura circostante. Il quadro è completamente privo di sfumature patetiche o sentimentali, a significare il tramonto definitivo del romanticismo. Courbet non vuole suscitare compassione, ma un razionale giudizio critico e spinge il lettore a schierarsi dai lati degli spaccapietre, che volgono le spalle, indossano abiti stracciati e rattoppati e consumano un pasto frugale (a destra pentola). Le tonalità cromatiche sono uniformi e la pittura densa e grumosa.

- L’atelier del pittore 1855 – Musée d’Orsay
In quest’opera, Courbet esprime tutti i propri ideali artistici e umani. Le grandi dimensioni della tela alludono al gigantismo di alcuni dipinti accademici allora di moda sempre affollati di personaggi storici o mitologici. Al centro della composizione Courbet rappresenta se stesso intento a dipingere un paesaggio della sua città natale; attorno a lui si affollano, nella fosca penombra dell’atelier, una trentina di personaggi fra i più improbabili. A sinistra sono rappresentati coloro che, per varie ragioni, vivono senza avere la consapevolezza della propria condizione (prostituta, povera popolana, mendicante..), rappresentati con la testa reclinata e l’atteggiamento pensoso. Nei loro volti si leggono tutti i dolori della vita.
A destra stanno coloro che rappresentano gli ideali e i sogni (la Poesia, l’Amore, la Filosofia..). Ad essi Courbet assegna i volti di suoi amici e conoscenti. La Verità, unica vera musa dell’artista, gli sta affianco, nuda, mentre osserva con tenerezza l’opera che sta ultimando. Di fronte a lei sta un bambino che la guarda incuriosito, a significare che la verità è semplice e innocente.

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