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Pablo Picasso (1881 – 1973)

Uno dei più importanti artisti del XX secolo, senza dubbio il più importante della prima metà del 1900. Produce un volume di opere gargantuesco (circa 2000), tanto che ci vogliono circa 34 tomi di catalogo per catalogare tutte le opere. Lavora molto, ogni giorno della sua vita. È un artista che per la potenza del suo lavoro affascina molti altri artisti, tanto che la bibliografia è immensa. Tra tutti i materiali che scrivono su Picasso trai più importanti è il volume di John Richardson. Artista che prende parte a diverse correnti, dal cubismo al surrealismo, portando ad ognuna di queste innovazioni e caratteristiche nuove.
Picasso produce scultura e pittura, entrambi rappresentano un volume di produttività trai più importanti del XX secolo. Opera anche nell’arte degli oggetti trovati.

1881 - 1907

Nasce a Malaga, in una famiglia benestante. Il padre di Picasso, professore di arte, era tra i meno benestanti della famiglia. La madre aveva origini italiani.
Da Malaga si trasferiscono a Corugna, dove passano un periodo triste. Muore la sorella, e come per Much, questo segna artisticamente Picasso.
Nel 1895 si iscrive alla storia di arte di Barcellona, e spesso passa anche per Madrid.
Vell pescador, 1895, soggetto dipinto a Malaga a soli 13 anni.
Estudi Academic, 1895 – 1897.
Lavoro molto anche a casa, stimolato dal padre. El pare de l’artista (1896) il padre viene rappresentato sempre come una figura seria e autoritaria. Il desiderio del padre è quello di formare un figlio con ottimi risultati accademici perché potesse insegnare all’Accademia Reale di Madrid.
Autoritratto con capello ribelle, 1896.
Ritratto della madra dell’artista, 1896.
La lola, germana de l’artista, 1899 → stile un po’ più modernista.
C’è un museo Picasso anche a Parigi “le musée Picasso” e anche a Malaga.
Uno dei temi più di interesse di Picasso è quello della figura del toro e della corrida.
La Scienza e carità (1897) una delle prime opere esposte di Picasso. Rappresenta sempre il tema della malattia.
Una volta esposte le proprie opere in un esposizione a Madrid prende una certa fama. A Madrid ha modo di conoscere anche ad altri contesti artistici e artisti esposti al Prado. Es: Faccia in stile di El Greco (1899).
Torna a Barcellona, e scopre la modernità! Il locale 4gats gli commissiona la copertina del menu.
Nel 1900 fa il suo primo viaggio a Parigi, in questo momento inizierò anche a cambiare la firma da Ruiz a Picasso.

Uno dei luoghi trai più visitati è il Moulin de la Galette (tema dipinto anche da Renoir).
Tra il 1900 e il 1004 Picasso si muove tra Parigi e Barcellona, passando anche per Madrid.
Perreuse , la mà sobre l’espatlla, 1901.
Già nel 1901 inizia il periodo blu di Picasso, non voluto dall’autore, lui dipinge senza rendersene conto (1901 – 1904). In questo periodo Picasso ha 20 anni circa, e sa cosa vuole ma non sa come ottenerlo, anche per motivi economici. In un autoritratto del 1901 si rappresenta misero, scarnato, magro per rappresentare un periodo introspettivo difficile. Le forme vengono sintetizzate, e cerca di lavorare in pochi elementi. Si concentra sulla figura umana e non si dedica ai paesaggi.
El bock de serveza Retrat de Jaume Sabartés, (1901) si iniziano a vedere i cambi di firma.
L’enterrament de Casagemas o Evocaciò (1901). Casagemas è uno degli amici di Picasso a Parigi.
Rappresentazione del dolore e della morte.
Dos saltimbanquis (Arlequi y la seva companya) (1901). Il riferimento al circo è una metafora per rappresentare l’artista stesso: libero, nomade, vincolato dall’arte, dalla libertà e dall’avventura.
Dos nus i un gat (1902-1903)
Terrats de Barcelona (1903) uno dei pochi paesaggi di Picasso, anteprima del cubismo, opera prettamente monocromatica.
La vida (1903). Un quadro che rappresenta e riassume in parte l’epoca in cui si trova Picasso. Rappresentazione anche di Casegemas, un Picasso maturo che dipinge un Picasso giovane. Apparte una “maternità”, vi è un autoritratto di Picasso che si trasforma poi in una rappresentazione di Casagemas. Due figura pressoché cadaveriche, sono vivi o no???
La figura della maternità guarda le due figure con tenerezza.
Non c’è una data, un linea temporale che divide esattamente quando inizia il periodo blu di Picasso.
Làpat del cec (1903), notiamo una certa deformazione del personaggio. Rappresentazione di una realtà umile. Prospettiva imprecisa.
Nel 1904 (fino il 1909) Picasso si trasferisce a Parigi, e indicativamente termina il periodo blu. Vive a Montmartre al Bateau-Lavoir, quartiere e stabile molto economico, un po’ decadente, però col fatto che era poco caro diventa un alveare di artisti. Si trasferisce a Parigi anche per amore, per Fernande Olivier, la sua musa e modella. Vivono assieme tra il 1904 e il 1911, lei inoltre scrive alcuni libri biografici su Picasso.
La Banda Picasso, un team di artisti (poeti, scrittori, etc) tra cui Picasso, Apollinaire, Max Jacob, Salmon, Manolo.
Periodo rosa (1904 – 1906)
Finisce di usare il blu, e sceglie una tavolozza di colori più caldi rosa, beige etc. La tematica è affine a quella del circo e del teatro, quasi unica tematica di questi due anni. Il circo Medrano nella periferia parigina. Vediamo il quadro Attore (a904), è curioso che dia tanta importanza a questo personaggio. Vediamo un profilo, una specie di profilo astratto, un po’ egizio, un po’ deforme.
Acrobata con palla (1905). È da notare la scelta dei contrasti, il corpo gracile dell’acrobata e la figura maschile molto più robusta. Lui seduto su un cubo e lei sulla palla. E i colori, rosa e azzurro.
L’opera maggiore del periodo rosa è la Famiglia di saltimbanchi, 1905. Che rappresenta un po’ tutto il contesto circense. Non è chiara la situazione, se vanno, se vengono, dove sono, lascia intendere che siano nomadi. Agli artisti circensi, come anche agli altri, risulta difficile avere un luogo fisso. Sembrano l’uno indipendente dagli altri, anche se si incastrano bene nella scena. Le forme dei corpi sono vicini alla irrealtà della posizioni, ad esempio al tipo in rosso manca una gamba, l’Arlecchino ha una posizione quasi deforme. La figura della donna alla destra serve per equilibrare lo spazio nell’immagine.
Nel 1905 fa un piccolo viaggio in Olanda, dal quale nasce il quadro Olandese con cuffia (1905) si nota l’idea di essenzializzare la figura umana. Si eliminano gli elementi accessori.
Due fratelli (1906), figure pulite, senza decori, nudi. Colori caldi.
Ragazzo nudo che conduce un cavallo (1906). Si potrebbe dire che è ultra realista, una visione personale della realtà.
Vista de Gòsol, 1906. Si trasferisce a Gosol per due mesi. Questo soggiorno gli è utile per connettersi con la Natura, si integra con il popolo, anche se il contrasto con la popolazione parigina è notevole. È un’occasione per Piacasso e Fernande per rafforzare il loro legame.
Nel quadro riconosciamo colori vividi, e le prime linee di un’impronta cubista.
I due fratelli (1906). Equilibrio delle forme.
L’Harlem, 1906. Indubbiamente punto di partenza di Damoiselles d’Avignon.
Donna nuda su sfondo rosso (1906), volto quasi a sembrare una maschera. Geometrizzazione della figura, sempre più evidente.
Periodo di sperimentazione (1906-1907)
Ritratto di Gertrude Stein, 1905-06 quadro ispirato ad un altro ritratto.
Autoritratto con tavolozza (1906) si ritrae all’età di 26 anni, e decide di dipingere qualcosa che sia rappresentativo, che possa marcare qualcosa.
Due donne nude (1906) donne allo specchio, che però non c’è specchio. La tenda rappresenta un nuovo spiraglio che sta per essere aperto. Geometrizzazione delle forme: seno conico, corpo cilindrico, volto semplificato.
Demoiselle d’Avignon (fine 1906 - 1907)
Quadro a cui Picasso dedica più tempo. Il grande quadro per cui Picasso si prepara e si dedica. Non può essere definito come quadro cubista, è il principio del cubismo, ma non ancora tale, “pre-cubista”. È un quadro di sperimentazione, molto complesso. Le interpretazioni sono infinite, e disparate, contraddittorie. Si trova al MOMA, è una tela quasi quadrata (230 cm circa).
Rappresenta una sorta di bordello, detto anche il bordello di Avignone. Anche Touluse Lautrect aveva rappresentato prostitute. Il tema non è niente di nuovo effettivamente, anche Delacroix w Ingres. Il quadro è la rappresentazioni di un lavoro e di interpretazione cerebrale, di energia, equilibrio, sesso, che va al di fuori di ciò che può essere la razionalità. La bellezza è un accessorio, non importa che i soggetti possano apparire “brutti”.
Potrebbero esserci dei riferimenti ad altre veneri nella rappresentazione classica, neo classica e moderna. Vedere le slide per le opere di riferimento.
La scultura africana potrebbe essere un influenza diretta con le opere di Picasso, però ricerche approfondite confermano che Picasso non aveva mai visto statue afro prima di iniziare le Signorine d'Avignone. Picasso frequentatore assiduo di bordelli, con la fobia delle malattie veneree.
L’opera è terminata, anche se potrebbe sembrare che non sia conclusa, ed è anche questo gioco di opinioni che rende questa tela famosa. I colori sono quasi monocromatici, prestando più attenzione alle forme. La scelta dei colori potrebbe essere una sorta di incoronazione del periodo rosa.
Cerca la planitudine della pittura, non da dimensioni e nemmeno profondità. Cose se fossero delle sagoma. Si possono riconoscere nell’opera alcune 4 piani di prospettiva, e Picasso gioca nel creare diverse superfici per dare profondità a delle figure piatte.
Le figure rappresentate ci mostrano femminilità ma anche bestialità, mostruosità, primitivismo. Nell'opera si evade dai dogmi dell'arte. Anche il piatto di frutta davanti mostra questa semplificazione nelle forme. I punti di vista sono diversi, da frontale, laterale etc..., è strano come la frutta sembra vista dall’alto, però le donne sono viste da davanti. La donna di profilo ha un occhio che è frontale. Di un’altra donna vediamo le spalle e la faccio allo stesso tempo.

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