Les Demoiselles d'Avignon


Esso è il punto di rottura con il passato e rappresenta l’inizio del cubismo. Il nome deriva da una critica negativa di Matisse. Segue il filo iniziato con il ritratto della Stein. Calle de Avignon è la via in cui le prostitute (personaggi rappresentati) hanno la sede. Ci sono 5 donne; Picasso aveva pensato di inserire uno studente ed un marinaio, poi lascia solo le donne. Il dipinto non ha niente di affascinante e realistico. Picasso inizia a scomporre l’immagine in volumi; vediamo figure geometriche; torna moltissimo il triangolo. Le donne sono scomposte; una di esse sposta un telo (omaggio alla classicità, come le opere di Caravaggio); una guarda verso di noi e davanti abbiamo una donna che ci dà le spalle ma girata con la testa. Picasso mette quindi la simultaneità: vedo un oggetto da più punti di vista contemporaneamente. Picasso non cerca il realismo ma la realtà. In questo periodo le scoperte sono tutte vicine (Freud, Einstein ecc.). Queste cose vengono prese ed interpretate ad anche l’arte va verso il futuro, come la quarta dimensione. C’è una donna di profilo che ricorda l’arte egizia. La donna in fondo ha il volto che ricorda le maschere africane (è anche in nero). Il naso delle donne di fronte è rappresentato come lo farebbe un bambino. Picasso è affascinato dalla semplicità del linguaggio e la naturalezza dell’arte primitiva. Davanti c’è una natura morta: un’anguria (difficile da trovare in questo tipo di dipinti) rappresentata piatta, una pera, dell’uva (rappresenta anche la divinità dell’ebbrezza). Matisse critica il dipinto e nel frattempo conosce Braque, che capisce la grandezza di questa cultura, e insieme a Picasso fonda il cubismo.
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