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Pablo Picasso: Les demoiselles d'Avignon/b]

Picasso condensa il frutto delle riflessioni sulla forma, elaborando, attraverso un numero enorme di studi, un opera rivoluzionaria.
Picasso aveva intenzione di rappresentare l'interno di una casa di piacere, e l'idea iniziale comprendeva sette figure, cinque donne e due uomini, una natura morta fiori, frutta e tendaggi.
Ma l'artista eliminò progressivamente uomini e fiori, lasciando la frutta in primo piano e le cinque prostitute, per arrivare a una versione piuttosto vicina a quella definitiva: le posizione delle donne sono definite e riprendono un tema di notevole successo quello delle bagnanti, le figure iniziano a compenetrarsi con lo sfondo, nei volti si comincia a cogliere l'influsso della scultura africana, come si nota nella figura sull'estrema destra, in cui forma affilate, il trattamento materico e le linee nere che fanno pensare a intagli nel legno, rimandano alle maschere africane. Altro influsso fu quello dell'arte iberica, infatti alcune donne del dipinto sembrano richiamare, nella frontalità e nella resa dei corpi, lo stile dei cicli pittorici medievali, che tende a rappresentare la figure in forma bidimensionale enfatizzata dal contorno.

Nella versione definitiva lo spazio pare avere la stessa consistenza solida delle figure, dipinte uniformamene di rosa, segnate da linee taglienti e spigolose. Nel dipinto Picasso solleva il rifiuto di un'arte mimetica rispetto alla realtà, la negazione della costruzione prospettica rinascimentale, il sovvertimento del rapporto tra figura e sfondo , la riduzione geometrica delle forme; la costruzione dell'immagine attraverso la combinazione di punti di vista diversi, come se la pittura voglia rappresentare ciò che di un oggetto o di una figura si conosce. L'opera è una sorta di laboratorio in cui il giovane Picasso andava maturando le acquisizioni del linguaggio cubista.
Il dipinto fu accolto dalla critica come una sconcertante novità, le ragioni della perplessità sono ricercarsi nell'attacco che il pittore muoveva nei confronti della tradizione occidentale, una critica resa ancora più aspra in quanto rivolta al mito della bellezza <<La pittura non è fatta per decorare appartamenti, è uno strumento di guerra offensiva e difensiva contro il nemico>>

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