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Naturalismo


Si riscontrano diverse espressioni del Naturalismo. I due approcci fondamentali sono il Realismo e l’impressionismo.
Questi movimenti si sviluppano in un momento in cui l’economia fiorisce e i commerci s’intensificano. Il divario tra Nord e Sud si accentua sempre più.
Inghilterra, Germania, Francia e Italia settentrionale sono le prime a industrializzarsi, mentre in Grecia spagna e Italia meridionale persevera l’arretratezza. Nei paesi ricchi comunque si riscontra un divario interno tra imprenditori e proletari. L’anello debole erano le donne e i bambini che quindi erano sfruttati.
Il progresso scientifico permette di migliorare la vita delle classi ricche.
Cambia il rapporto tra l’artista e il pubblico. Collezionisti, critici, mercanti facevano da mediatori per gli artisti, anticipando la figura dell’agente. Dunque le scelte degli artisti erano condizionate da questi personaggi oltre che dalle accademie e dalla ricca borghesia, la quale ha acquistato gusto artistico. Il pubblico si amplia, l’arte è portata nelle fiere, nei mercati. Molti artisti cercano il contatto con il pubblico, esponendo le proprie opere nelle fiere di paese, alle quali partecipa un pubblico comune. I quadri ritraggono scene di vita quotidiana.
Si sviluppa il linguaggio del naturalismo, nell’arte, ma anche nella letteratura e nella filosofia. Ciò che si cerca di fare è applicare i metodi scientifici all’arte, per ritrarre la realtà in modo oggettivo, senza il filtro della fantasia.
Vi sono due fasi:
• REALISMO che si propone di riprodurre oggettivamente la realtà, si contrappone al Neoclassicismo. È affine al Romanticismo e rappresenta la realtà così com’è, ritraendone anche gli aspetti negativi. Risente dell’influenza di Constable e della Scuola di Barbizon. Non si può parlare di una vera e propria Scuola Realista poiché non vi è un linguaggio unitario, cosa riscontabile anche nel Romanticismo. Altra cosa in comune è il rifiuto delle regole e la libertà (o individualità) dell’artista.
• IMPRESSIONISMO che dal 1870-80 cerca di riprodurre l’impressione visiva che la realtà esercita sull’occhio umano. Questo movimento presenta una maggiore soggettività; la scientificità sta nello studio della scomposizione dei colori e della luce. Anche gli impressionisti sono influenzati dalla scuola di Barbizon. Sperimentarono la pittura en plein air. Il soggetto principale è la luce, rappresentata attraverso il colore, e il suo rapporto con gli oggetti. La fotografia in bianco e nero inizia a svilupparsi. Si riprendono gli studi sui meccanismi della percezione visiva, ad esempio i colori accostati vengono percepiti come mescolati. Infatti gli impressionisti smettono di mescolare i colori sulla tavolozza, bensì li accostano direttamente sulla tela. Affermano che le ombre non sono nere, ma colorate. I contorni sono aboliti e i dettagli diminuiscono quasi fino a sparire.

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