Video appunto: Munch, Edvard - Caratteristiche principali

Munch



Munch, pur essendo vissuto parecchi anni prima della nascita dell’espressionismo, fu in realtà il primo ad utilizzare forme e colori in modo del tutto anti-naturalistico e disarmonico con l’intento di portare alla luce temi sociali quali il disagio sociale, la paura del futuro, l’alienazione, il degrado sociale, la malinconia, la morte e la sofferenza attraverso la rappresentazione di figure taglianti e spigolose e di colori acidi.
Munch infatti è caratterizzato da un forte e innato pessimismo poi accresciuto dalla morte della madre e dalla lunga sofferenza della sorella a causa della malattia incurabile di cui era affetta. Per quanto riguarda la sua formazione egli studia inizialmente nell’ambiente del realismo naturalistico ma viene poi influenzato dall’impressionismo, dal postimpressionismo e del simbolismo.

La bambina malata



Tema centrale del dipinto e quello del ricordo, della sofferenza umana e della malattia, sottolineati dalle molteplici varianti realizzate di questo soggetto, e probabilmente frutto del desiderio di Munch di far rivivere attraverso la tela il ricordo della sorella malata e sofferente. il dipinto si articola attorno ad alcune diagonali che contribuiscono a rafforzare la tensione emotiva dell’opera e che si incontrano all’altezza delle mani incrociate delle due figure. la ragazza, stesa a letto pallida ed emaciata sembra confortare la madre con una stretta e parole rassicuranti mentre quest’ultima, seduta al suo capezzale, ha la testa china in una posizione di pacata rassegnazione il cui dolore viene intensificato dalla verticale che sembra gravare sul capo della donna, simbolo del momento di grande sofferenza che ella sta sperimentando. dal punto di vista stilistico questa opera presenta ancora alcuni caratteri della tradizione, come ad esempio il rispetto della mimesis e l’uso non anti-naturalistico del colore, ma presenta comunque alcune innovazioni tecniche: il colore infatti, le cui tonalità sono limitate ai grigi e agli azzurri -sottolineando così ancor di più l’atmosfera gravosa e piena di sofferenza-, viene dapprima steso con pennellate piatte e poi raschiato via con la spatola, dando così l’impressione fuggevole e sfuocata di un ricordo che riaffiora sfocato mentre la prospettiva risulta estremamente carica e dinamica a causa della presenza di più di un solo punto di fuga e dell’utilizzo di piani inclinati che restituiscono al fruitore una sensazione di forte precarietà in quanto sembrano far scivolare i personaggi verso l’osservatore stesso

Sera nel corso Karl Johan



L'opera ritrae la passeggiata serale dei borghesi lungo la via principale di Oslo, come denota la piazza e il palazzo del parlamento sullo sfondo; Much raffigurare il soggetto come un'inquietante fiumana di persone che, prive di vita e di emozione, camminano tutte nella stessa direzione accalcandosi lungo il marciapiede. La massa omonima che defluisce lungo la via è costituita da una serie di individui che, chiuse nella sagoma scura dei loro vestiti tutti uguali, hanno perso qualsiasi connotato umano: i tratti dei volti in primo piano sono infatti appena accennati mentre tutti gli altri un grande ovale livido ed indefinito, simbolo della spersonalizzazione e dell’alienazione della classe borghese dovuta all’omologazione. l’opera critica quindi, servendosi dell’atmosfera avvilente e delle pennellate viola per sottolineare il senso di cupa oppressione della borghesia, i valori, le vuote consuetudini, l’ipocrisia e l’essere conformista della classe borghese contemporanea, ormai svuotate di ogni identità propria e al cui conformismo solamente il pittore osa opporsi in quanto lo sguardo lucido e consapevole che egli è in grado di riservare alla società gli permette di distaccarvisi e procedere controcorrente

L'urlo



L’opera nasce da un’esperienza realmente vissuta dal pittore e poi immediatamente riportata sulla tela, divenendo così lo specchio del mondo interiore dell’artista stesso: Munch stava camminando lungo i fiordi norvegesi quando la vista del tramonto che si stendeva sul mare blu e nero e sulla città illuminata gli sembrò tingere le nuvole di rosso sangue e un urlo attraversare la natura. Munch ritrae tale paesaggio come una natura delirante e distorta ricca di colori e forme anti-naturalistiche, di carica espressiva, di lunghe pennellate dal ritmo ondulato e di una gamma cromatica stridente. in questo modo raffigura quell’urlo di dolore che a lui era parso di sentire durante la sua camminata ma che era in realtà stato il grido interiore del pittore che si era riversato ed era stato assorbito dal paesaggio: la natura diventa quindi il mezzo attraverso cui il malessere e l’angoscia dell’uomo ritratto, infatti è anch’egli deformato, si concretizzano e trovano finalmente libero sfogo; attraverso quest’ultima e attraverso il grido silenzioso, e quindi interiore, dell’uomo vengono espressi tutta l’angoscia esistenziale, la paura di vivere, la disperazione umana e la solitudine dell’uomo moderno che, seppur in mezzo alla gente, si sente solo poiché nessuno è in grado di percepire tutto il dolore che porta dentro di sé, infatti nell’opera i due amici non si accorgono dell’urlo sordo di dolore del pittore e proseguono lungo la loro strada, e che lo fanno sentire morto dentro come rispecchiato dal viso ridotto quasi a un teschio e dalle labbra nere.

La pubertà



l’opera, realizzata con tecniche simili a quelle della fanciulla malata ritrae una giovane ragazza arrivata alla soglia della pubertà e preoccupata per l’imminente incombere dell’età adulta: la ragazza vede il futuro come qualcosa di oscuro ricco solamente di problemi e difficoltà e queste sue paure ed angosce si addensano nell’ombra scura alle sue spalle che pur partendo inizialmente esile diventa poi una presenza minacciosa, incombente e inquietante.