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Macchiaioli

Il movimento pittorico dei macchiaioli si è sviluppato a Firenze a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento.
Il termine venne coniato da un anonimo recensore della «Gazzetta del Popolo» che così, in senso dispregiativo, aveva definito quei pittori che intorno alla seconda metà del 1800 avevano dato origine ad un rinnovamento antiaccademico della pittura italiana in senso verista. Al caffè Michelangiolo in Firenze, un gruppo di pittori dà vita al movimento dei macchiaioli.
Questo movimento si propone di rinnovare la cultura pittorica nazionale italiana. La poetica macchiaiola è verista opponendosi al Romanticismo, al Neoclassicismo e al Purismo accademico, e sostiene che l’immagine del vero è un contrasto di macchie di colore e di chiaroscuro, inizialmente ottenuti tramite una tecnica chiamata dello specchio nero, ossia utilizzando uno specchio annerito col fumo permettendo di esaltare i contrasti chiaroscurali all'interno del dipinto. L'arte di questi pittori consisteva "nel rendere le impressioni che ricevevano dal vero col mezzo di macchie di colori di chiari e di scuri".

I Macchiaioli sono considerati gli iniziatori della pittura moderna italiana.
La corrente diede luogo a quella dei post-macchiaioli, cioè dei pittori di origine toscana che furono attivi, richiamandosi alla pittura di "macchia", tra il 1880 ed il 1930 circa.

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