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L'albero argentato - Piet Mondrian

Ci sono 2 scuole: l’astrattismo lirico di Kandinskij e l’astrattismo geometrico di Mondrian. Egli parte dal figurativo, molto influenzato dall’espressionismo, con i paesaggi olandesi. Dalla rappresentazione degli alberi si arriva all’astrattismo. Nell’albero argentato tutti i colori spariscono e rimane lo studio dei rami rispetto allo sfondo, che diventano delle linee astratte. La perdita di colore è dovuta alla sua evoluzione verso l’astrazione, che lo porta ad una sintesi negli anni ’20, dove non rimane più nulla (solo bianco, nero e colori primari). Spariscono le curve e rimangono i quadrilateri. È l’opposto di Kandinskij: invece di rappresentare l’armonia si rappresenta qualcosa di molto razionale. Non c’è un significato: Mondrian vuole arrivare alla verità e all’essenza perché tutto quello che c’è intorno è già rappresentato, anche da fotografia e cinema. La composizione dei colori è come quella di Kandinskij. Mondrian cerca l’equilibrio massimo, l’assenza di emozioni. Egli fa parte di un gruppo, chiamato de stijl: nasce in Olanda e costruisce architetture. È un’arte globale, che con la stessa idea (linee principe sono quadrato e linea retta, perfezione dell’angolo di 90°, colori primari ecc.). Rietvelt fa un’architettura con finestre prive di spigoli, ma con finestre con assi ad angolo retto.
Anche l’arredo interessa il de stijl, come una sedia. Anch’essa ha i colori primari (rosso, blu e giallo).
Dall’Olanda il blocco si sposta a Parigi e, con la seconda guerra mondiale, a New York, che diventa il nuovo centro dell’arte. Anche Mondrian fugge a New York.
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