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Osvaldo Licini - Castello in aria


L'astrattismo italiano conobbe, rispetto ai modelli europei, un evidente ritardo, al quale tuttavia corrispose da parte di molti artisti una forte volontà d'aggiornamento culturale tramite riviste, mostre e rapporti personali. I lavori degli astrattisti italiani vennero portati a conoscenza del pubblico soprattutto a Como e a Milano. Lontano da ogni sorta di rigorismo geometrico, Licini considerava la pittura come prodotto dell'immaginazione poetica. "La pittura è l'arte dei colori e delle forme, liberamente concepite, ed è anche un atto di volontà e di creazione, ed è, contrariamente all'architettura, un'arte irrazionale". Castello in aria esemplifica molto bene la poetica di Licini. Nel quadro sembrano incontrarsi due anime diverse.
Ci sono, infatti, forme geometriche, linee e segmenti neri che costruiscono solidamente lo spazio, disegnando volumi e suggerendo l'espansione in profondità: ne è un esempio il reticolato in basso a destra del dipinto che rimanda alle pavimentazioni prospettiche rinascimentali. L'anima solida e architettonica del "castello" si viene però a misurare sulla superficie del piano pittorico con la dimensione incantata e fiabesca del cielo: nel mare d'azzurro dello sfondo, una linea capricciosa e sottile, che spesso si interrompe, attraversa il quadro come un fulmine che mette in vibrazione l'atmosfera. Come sempre nella pittura di Licini, lo spazio, che si rivela attraverso la geometria, viene poi filtrato dall'esperienza interiore e sentimentale dell'artista.

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