blakman di blakman
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John Everett Millais, Ofelia

Ofelia è il manifesto del linguaggio naturalistico. Millais ha dipinto una figura femminile carica di sensualità, traendo spunto da un personaggio dell’Amleto di Shakespeare. Ofelia è una vittima innocente: corteggiata e poi rifiutata dal principe Amleto, non regge al dolore per l’omicidio involontario del padre da parte del suo amato. La follia inizia a dominare la sua mente e infine la donna cade in un ruscello, annegando. L’artista raffigurò la giovane ragazza trasportata dalle acque, mentre ancora sembra intonare canti e antiche melodie, come narra la tragedia shakespeariana. Millais si interessò a questa fragile eroina del drammaturgo inglese anche perché la sua tragica fine gli offriva la possibilità di esaltare la natura, ritraendo con precisione scientifica la ricca vegetazione attorno alle acque in cui Ofelia trovò la morte. Il realismo con cui sono riprodotte le molteplici varietà floreali non esclude del resto una sensibilità per i loro significati simbolici: i papaveri alluderebbero infatti alla morte, le violette alla fedeltà. Lo studio analitico che Millais dedicò ai particolari è evidente anche nella resa delle vesti che galleggiano gonfie d’acqua, confondendosi tra i fiori e le piante. La luce fredda e abbagliante, i preziosismi nelle variazioni cromatiche e la cura esasperata dei dettagli gli conferiscono tuttavia all’opera un senso di irrealtà fiabesca.

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