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Arturo Martini - Il bevitore

Dopo la Prima guerra mondiale, nell'ambito del "ritorno all'ordine", Martini iniziò a realizzare le opere di gusto arcaicizzante a cui deve la fama. Il bevitore mostra un uomo nudo seduto che si disseta da una ciotola: la testa è spinta all'indietro e le braccia, con i gomiti che puntano verso l'esterno, enfatizzano il gesto. La casta nudità della figura e il calibrato movimento di braccia e gambe fanno pensare all'essenzialità delle sculture primitive, trasformando l'atto del bere in un solenne rituale antico. L'aura di antichità è accentuata dal materiale scelto dall'artista, la terracotta, inusuale e di gusto arcaicizzante. Lo stile è asciutto e la resa plastica è sintetica, essenziale: le varie parti del corpo, il sedile e lo stesso basamento dell'opera sono sommariamente riconducibili alle figure geometriche della sfera, del cilindro e del cono. Negli anni Venti Martini intrattenne rapporti con gli artisti legati alla rivista "Valori plastici", instaurando un rapporto soprattutto con Carlo Carrà. La forte consonanza di stile fra i due è evidente nella figura del bevitore, vicina alle immagini di gusto antiretorico che Carrà dipingeva negli stessi anni.

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