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Giacomo Manzù - Crocifissione con soldato


Crocifissione con soldato fa parte di una serie di otto bassorilievi, realizzati forse su commissione di un industriale tessile biellese, intitolata "Cristo nella nostra umanità". L'artista ha diviso la scena verticalmente in due parti per mezzo del sottile montante della croce. A sinistra penzola il corpo senza vita della vittima, attaccato solo per il polso alla sbarra orizzontale. Dalla parte opposta c'è il carnefice che, sebbene nudo, mostra due elementi che ne caratterizzano con chiarezza il ruolo: una spada e un elmetto. Il fatto che l'elmetto abbia la foggia di un kepì, il tipico copricapo usato dall'esercito tedesco durante la Prima guerra mondiale, riconduceva immediatamente lo spettatore di fronte all'attualità della storia, ovvero all'occupazione tedesca dell'Europa nel corso del secondo conflitto mondiale, proprio negli anni in cui Manzù realizzava i bassorilievi.

Le vicende di Cristo, soprattutto quelle più toccanti della crocifissione e della deposizione, offrirono quindi all'artista l'occasione per rappresentare la tragica condizione dell'uomo contemporaneo e per dichiarare la propria avversione alla guerra. Le figure della vittima e del soldato, chiaramente contrapposte, l'una con scarne membra allungate, l'altra piena e rotonda nella sua obesità, sono rese per mezzo di una sottile linea incisa, memore della tecnica dello stiacciato di Donatello, tesa a rendere il massimo di profondità e volume con il minimo lavoro di incavo.

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