Concetti Chiave
- Manet, pur avendo una formazione accademica con influenze neoclassiche, sviluppò uno stile pittorico distintivo, concentrandosi su luoghi mondani.
- Frequentò il Caffè Guerbois, dove conobbe gli impressionisti e condivise con loro il desiderio di libertà espressiva, pur rimanendo meno innovativo.
- Manet espose al Saloon dei rifiutati, un padiglione creato da Napoleone III per artisti non ammessi nei saloni ufficiali, accettando il rifiuto senza protestare.
- Le sue opere, spesso scandalose per i soggetti non convenzionali, non furono socialmente impegnate, sfidando le norme artistiche dell'epoca.
- Adottò una tecnica pittorica rapida, caratterizzata dall'eliminazione degli effetti chiaro-scurali, contribuendo alla sua unicità stilistica.
In questo contenuto si parlerà di Édouard Manet, in particolare sulle sue lezioni accademiche e lo scandalo dei pittori rifiutati
Una vita agiata e le prime scelte forti
Édouard Manet si trova in una posizione particolare nel panorama artistico dell'Ottocento. Visto che era più grande d'età rispetto ai pittori che poi avrebbero dato vita al movimento vero e proprio, oggi lo consideriamo una specie di preimpressionista. La sua famiglia a Parigi era molto ricca e questo gli permise di studiare senza problemi nelle scuole migliori. Entrò infatti nell'atelier di Thomas Couture, un insegnante e pittore molto famoso che seguiva lo stile neoclassico.Manet, però, fin da subito decise di fare di testa sua. Il suo modo di dipingere non c'entrava nulla con le regole rigide del suo maestro. Invece di perdere tempo con i soliti quadri storici o con le favole della mitologia, preferì raccontare la realtà dei suoi tempi. Iniziò a ritrarre soprattutto la vita notturna e i locali alla moda di Parigi. Dopotutto, quei posti erano gli stessi che frequentava ogni sera con i suoi amici. Questo stile di vita così libero e mondano, vissuto nei quartieri più trasgressivi della città, segnò purtroppo anche il suo destino: l'artista si ammalò di gravi infezioni veneree che lo portarono a una morte precoce.
I ritrovi al bar e i dubbi sulla sua innovazione
La vita di Manet era piena di incontri e discussioni. Cominciò a frequentare i giovani impressionisti e a vedersi con loro ai tavoli del Caffè Guerbois, un locale che era diventato il punto di ritrovo per tutti gli artisti ribelli di Parigi. Chiacchierando con loro, Manet si accorse che avevano lo stesso identico obiettivo: volevano essere del tutto liberi di esprimersi, senza dover obbedire alle regole severe dei professori e dello Stato.Nonostante questa vicinanza, Manet non si comportò mai come gli altri. Rimase sempre un po' più prudente e legato alle istituzioni. Mentre i suoi amici decisero di rompere i ponti con il passato e di organizzare delle mostre private per conto loro, lui preferì continuare a cercare l'approvazione delle mostre ufficiali dello Stato. Molti esperti dell'epoca, infatti, pensavano che Manet non fosse un vero rivoluzionario nel modo di usare i pennelli, ma che la sua unica vera novità stesse nei soggetti moderni che sceglieva di mettere sulla tela.
L'anno dei Rifiutati e la protesta silenziosa
A quei tempi, la carriera di un pittore dipendeva tutta dal Salon, l'esposizione ufficiale gestita dal governo francese. Nel 1863 la giuria esaminatrice fu talmente severa da bocciare una quantità enorme di artisti, scatenando proteste feroci in tutta la città. Per calmare le acque e non far arrabbiare il popolo, intervenne direttamente l'imperatore Napoleone III. Decise di aprire una mostra alternativa, una specie di padiglione parallelo dove chiunque fosse stato scartato dal Salon vero poteva esporre comunque i propri quadri.Questa mostra prese il nome storico di Salon dei Rifiutati. Anche Manet decise di approfittarne e portò lì le sue opere, finendo subito sulla bocca di tutti. A differenza di altri colleghi come Courbet, che fecero delle clamorose proteste politiche contro il governo, Manet scelse di non fare scenate e accettò la situazione con molta diplomazia.
Perché i suoi quadri facevano così arrabbiare la gente
Manet sapeva benissimo che i suoi lavori non potevano piacere alla commissione ufficiale. Era consapevole che le storie e i personaggi che dipingeva davano fastidio alla mentalità dell'epoca. La società borghese di metà Ottocento non poteva accettare che un artista perdesse tempo a dipingere scene di vita comune, senza metterci dentro un insegnamento morale, politico o religioso. Per loro, quelle tele erano semplicemente volgari e prive di valore.A far infuriare il pubblico, però, non erano solo i temi, ma anche la tecnica usata. Manet dipingeva in modo rapidissimo, stendendo il colore a macchie piatte e veloci. Questo sistema cancellava quasi del tutto il chiaroscuro tradizionale e le sfumature morbide che davano l'effetto del volume. Le sue figure sembravano quasi finte e bidimensionali, inaugurando un modo di fare arte che avrebbe cambiato per sempre il futuro della pittura.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la formazione artistica di Manet e come ha influenzato il suo stile?
- Cos'era il Saloon dei rifiutati e quale fu il ruolo di Manet in esso?
Manet ha ricevuto una formazione accademica presso l'Accademia di Parigi sotto un pittore neoclassico, Couture. Tuttavia, ha sviluppato uno stile completamente diverso, concentrandosi su luoghi mondani e utilizzando una tecnica rapida che eliminava gli effetti chiaro-scurali.
Il Saloon dei rifiutati era un padiglione parallelo ai Saloon ufficiali, istituito da Napoleone III nel 1863 per esporre le opere degli artisti rifiutati. Manet vi espose le sue opere senza protestare, accettando il rifiuto perché i suoi soggetti, non impegnati socialmente, erano considerati scandalosi per l'epoca.