Édouard Manet

•La vita
•Nasce a Parigi. Non studia per disegnare e pitturare. Il padre non vuole che sia un artista e lo fa imbarcare per Rio de Janeiro a sedici anni. Il viaggio è stimolante per la sua carriera artistica. Il padre è convinto che il figlio sarà un fallito con l’arte. Manet ammira molto Delacroix e chiede di copiare la Barca di Dante. Comincia a dipingere en plein air. I Salon ammettono e rifiutano le sue opere. Nonostante influisca nel gruppo degli Impressionisti, non parteciperà mai ai loro Saloni dei rifiutati. Negli anni a seguire soffre di depressione e poi si paralizzano gli arti inferiori. Manet continua a dipingere fino alla morte. Manet apre la pittura contemporanea dell’Impressionismo (movimento artistico pittorico sorto in Francia nella seconda metà dell'Ottocento, teso a riprodurre nelle opere, spesso eseguite all'aperto con una tecnica agile e immediata, basata su una nuova concezione del colore e della luce, l'istante dell'impressione visiva).

•Olympia
•Ispiratosi alla Venere di Urbino di Tiziano, Manet raffigura con crudo realismo una donna nuda semisdraiata sul letto disfatto. Ai piedi c’è un gatto nero mentre una domestica di colore arriva da dietro reggendo un variopinto mazzo di fiori, dono evidente di qualche ammiratore. Qui lo scandalo è duplice: è stata criticata la scelta della donna nuda, volgare perché era una prostituta direttamente “sul posto di lavoro”; in più, Manet viene accusato di non saper modellare i corpi con il chiaroscuro e di usare i colori in modo primitivo e pasticciato. Il nome di Olympia era molto comune tra le prostitute del tempo e anche la donna non è in una posa dolce e sinuosa come tutti i nudi di eroine storiche o divinità mitologiche, è invece in una posa sprezzante e ricorda da vicino le immagini di donne che cominciavano a girare clandestinamente grazie alla fotografia. È l’ultimo schiaffo alla morale borghese dato da Manet. Qui chiaroscuro e prospettiva sono abbandonati, mentre si sua la quasi bidimensionalità delle forme e il nitido risalto dei contorni come nell’arte giapponese. Fondamentali sono i forti contrasti e l’accostamento di colori caldi e freddi per rafforzarli a vicenda. Il mazzo di fiori è già quasi impressionista: da vicino sembrano macchie disordinate e incoerenti di colore, mentre da lontano nel loro insieme l’effetto è di forte realismo.

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