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Manet, Edouard - Olympia (3) scaricato 0 volte

Olympia

Uno scandalo ancor più clamoroso venne suscitato dalla presentazione di Olympia realizzata poco dopo Colazione sull’erba. La critica parlò di impostura, di parodia e di presa in giro. La composizione segue fedelmente l’iconografia tradizionale consolidata da secoli: è evidente il ricordo della venere di Urbino di Tiziano e della Maja desnuda di Goya. Olympia, rispetto a Colazione sull’erba si distaccava maggiormente con la tradizione accademica per il modellato coloristico, ottenendo un effetto carico di realismo. Il soggetto è classico. La protagonista è la donna distesa sul letto che è la stessa prostituta rappresentata nella colazione sull’erba. Lo scandalo inoltre è dato dal suo sguardo. Ci guarda in modo sfacciato con aria di sfida. Ogni particolare ha un suo preciso valore cromatico: il fiocco rosa sui capelli, il nastrino al collo, il mazzo di fiori (da una visuale esterna e lontana sembra compatto e definito mentre da una visuale ravvicinata è disordinato) si concatenano armonicamente con le pezzature in seta dei lenzuoli, con il corpo ambrato della donna, con la veste rosa della cameriera. E tutti questi colori sono resi più luminosi dal contrasto con il fondo scuro. Il contorno del corpo di Olympia è stato realizzato perché l’impressionismo è legato alla pittura Giapponese che è senza volume semplificando il tutto con una linea scura sui bordi mentre all’interno è tutto piatto.

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