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La ferrovia


La stazione parigina di Saint-Lazare è stata uno dei luoghi culto dell’impressionismo. Infatti, Claude Monet ha dedicato alla stazione una serie di tele e Gustave Caillebotte era attratto soprattutto dalla struttura di ferro del Pont-de-l’Europe. Manet possedeva un atelier nelle vicinanze dei binari e anch’esso era attirato da questo aspetto della modernità.
Tuttavia, egli guarda la ferrovia con occhi diversi rispetti a quelli dei colleghi. In questa tela, realizzata fra il 1872 e il 1873 ed esposta alla National Gallery of Art di Washington, la ferrovia, pur dandone il titolo, occupa un secondo piano ed essa si immagina soltanto per la presenza del fumo dei treni sullo sfondo.

La scena è composta da una giovane donna seduta con in braccio un cagnolino che dorme. Intenta a leggere il libro, interrompe la lettura per sollevare lo sguardo in direzione dell’osservatore. Come se qualcosa avesse attirato la sua attenzione È vestita con una certa eleganza e, per questo, si può affermare che appartenga alla media borghesia. Accanto a lei una bambina, ben curata e ben vestita con un abito bianco e blu, ci volta le spalle e, aggrappata all’inferriata, è interessata ad osservare quanto succede al di là delle sbarre di ferro che separano il primo dal secondo piano. Alla curiosità della bambina sembra contrapporsi una certa mestizia della donna che non è affatto interessata dai movimenti dei treni. Lo sfondo è letteralmente inondato dal fumo di una locomotiva in manovra, talmente spesso che appena lascia intravedere un edificio sulla destra. Nel fondo, sulla destra, ricoperto quasi totalmente dal vapore, s’intravede il ponte de l’Europe; a sinistra è visibile una porzione di un edificio di rue de Rome. Il vapore copre gran parte della scena, ma sotto si intravedono i cartelli delle segnalazioni, le rotaie e vari movimenti. La composizione è completata dalla presenza di un grappolo d’uva posato sul muretto. Il dipinto è ambientato nel giardino di un amico dell’artista è la bambina è la figlia di quest’ultimo. La grand parte del dipinto fu realizzata “en plein air”, e alcuni dettagli completi nell’atelier.
Anche nei confronti di questa opera, la critica fu spietata soprattutto per la composizione giudicata troppo originale, soprattutto per la presenza di un’inferriata già sperimentata in altre opere. Un critico, definendo i due personaggi infelici, scrive che esse, vedendosi dipinte in tal modo, volevano fuggire! Ma l’artista, previdente, ha messo una grata che ha loro tagliato ogni via di fuga.
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