Ominide 1125 punti

Le déjeuner sur l'herbe

Le déjeuner sur l’herbe è un'opera di Manet dipinta nel 1863. Si tratta di un olio su tela e si trova a Parigi nel museo d'Orsay.
In un primo momento era stato intitolato “Il bagno”.
L'idea del soggetto, secondo la testimonianza di Proust , amico di Manet, nacque da un episodio: una domenica dell'agosto 1862, guardando alcune persone fare il bagno nella Senna, Manet affermò che avrebbe dipinto un nudo immerso nella trasparenza dell'atmosfera e aggiunse “mi riempiranno di critiche. Diranno quel che vorranno”.
Soggetto: l'ambiente è riconoscibile, siamo sul fiume della Senna alle porte di Parigi e Manet rappresenta due borghesi e si riconoscono proprio dal vestiario, cioè seguivano la moda borghese, sono persone serie, vigorose che pensano sempre al lavoro; quindi sono due borghesi che si accompagnano in quest'attività di svago (tipico della borghesia, cioè il borghese inventa le pratiche del tempo libero). L'elemento dissonante non è tanto la figura delle donna perché erano soliti ad essere accompagnati da donne bensì è proprio la gestualità delle donne; innanzitutto la donna seduta accanto a loro è completamente nuda e quello che colpisce di più lo spettatore è che lei con molta sfrontatezza si gira per guardare lo spettatore che la osserva, e ha uno sguardo furbo, quindi è lei che cattura l'attenzione. Dietro a lei c'è quest'altra donna, semi-nuda, che sta uscendo dall'acqua. Nella disposizione delle figure Manet prende come modello due opere sempre rinascimentali tradizionali (modelli aulici): uno è il Concerto campestre di Tiziano in cui c'è il concetto dei due uomini che vengono accompagnati da due donne nude e l'altro è il Giudizio di Paride di Raffaello.

Manet modella le forme con una stesura pittorica più libera, senza l'aiuto della linea, ma abbozzando i contorni con decisi colpi di pennello. Le figure si presentano come zone di colore piatte variate dal colore della luce. Manet, inoltre, suggerì lo spazio attraverso gli elementi vegetali che si susseguono a distanze diverse dal primo piano all'ultimo, come in una fuga. Il linguaggio non è ancora impressionista e lo si nota dalla luce: la luce infatti non è quella naturale, ma è ricreata in atelier; inoltre non c'è fusione tra figure e paesaggio, come sarà invece evidente in molte opere degli impressionisti. Questo dipinto venne definito “sconveniente” da Napoleone III e sollevò giudizi ostili tra critici e pittori non solo a causa del soggetto, del nudo in un contesto contemporaneo e non il nudo in sé, ma anche per la tecnica e per l'assoluta indifferenza dimostrata dall'artista nei confronti delle norme accademiche. A rendere inaccettabile l'opera furono l'assenza di idealizzazione e il realismo. Manet realizzando quest'opera sfidò le convenzioni accademiche dei generi tradizionali della pittura (quelli di Tiziano e di Raffaello) riproponendoli in un'opera e dimostrando che la sua pittura non era inferiore rispetto a quella tradizionale classica.

Hai bisogno di aiuto in Arte moderna e contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email