•Colazione sull’erba
•È il dipinto che segna l’inizio della sua carriera artistica e lo espone al Salon des Refusés. Fa grande scandalo. Parigi rimane indignata dal crudo realismo del nudo femminile in primo piano, perché non era di alcun modello artistico classico, ma di una donna del suo tempo, una prostituta. I critici lo accusano di volgarità e malizia che erano estranee al suo carattere. Alcuni gli muovevano la critica di voler ribaltare le regole della tecnica pittorica, mentre lui si difende dicendo che il suo obiettivo è la sincerità che porta indirettamente alla protesta, anche se in realtà lui pensa soltanto a rendere la sua impressione restando se stesso. Moltissimi visitatori vengono a vedere l’opera incriminata. Lo scalpore veniva dal fatto che quel nudo rappresentava una ragazza del tempo, non una divinità classica o un personaggio mitologico. E i due uomini indossavano le vesti del tempo (“orribili costumi francesi moderni”), non le vesti classiche o rinascimentali. Rappresenta chiaramente una prostituta del tempo con due studenti in vacanza, che si comportano male per far vedere che sono uomini. Anche se Manet ha in mente alcune opere rinascimentali: il Concerto campestre di Tiziano (o Giorgione) e il Giudizio di Paride di Raffaello. L’ispirazione è quindi classica. A disturbare il pubblico non è il soggetto, ma la sua attualizzazione, così come era accaduto per le Fanciulle sulla riva della Senna di Courbet.

L’opera rappresenta una radura erbosa di un boschetto, una donna nuda in primo piano per la quale posa la modella preferita dell’artista, Meurent. Accanto a lei è seduto un uomo (un fratello di Manet) e il secondo personaggio maschile è semisdraiato di fronte ai due, col braccio teso verso la donna (è il futuro cognato di Manet, Leenhoff). Una seconda ragazza si lava nelle acque pure che riflettono il bosco in lontananza. Le quattro figure stanno dentro un triangolo ideale e uno dei vertici cade sul cappellino di paglia e sul vestito azzurro in basso a sinistra e con il cestino di frutta rovesciato rappresentano una natura morta all’interno del dipinto.
Criticata è anche la tecnica pittorica: Manet è accusato di non aver usato la prospettiva né il chiaroscuro, gli strumenti principali del pittore. È criticato come immaturo anche dallo stesso Delacroix.
Osservando il dipinto ci accorgiamo che personaggi e sfondo sono trattati in modo diverso: i personaggi sembrano ritagliati e incollati nel contesto perché non hanno una propria consistenza (a eccezione della ragazza che si lava sullo sfondo). Il senso di profondità prospettica è dato solo dagli alberi che si allontanano e dai rami uno sopra l’altro, creando zone di luce e zone di ombra per sovrapposizione netta e non per chiaroscuro. I colori sono stesi con pennellate veloci, usando toni caldi sui toni freddi, così da metterli in contrasto tra loro. L’atmosfera del dipinto è fresca e luminosa. Manet è pittore di sensazioni, non di personaggi o di allegorie mitologiche o classiche. Oltre alle critiche della sua generazione, riceve anche l’ammirazione degli artisti della nuova generazione, che lo considererà l’iniziatore dell’Impressionismo, pur non essendo impressionista. Anche Monet realizza nel 1866 una sua Colazione sull’erba e riprende molti temi di Manet (il fogliame attraversato dalle mille vibrazioni di luci, la natura morta e la spontaneità dei soggetti).

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