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Malevic


Vita. Dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti si trasferisce a Mosca, città animata da un'intensa attività artistica, dove entra in contatto con le ultime novità della pittura francese e con le opere di Van Gogh, Cezanne, Gauguin, Matisse, Derain, Signac e dei Nabis.

Fase primitivista. Fin dal suo esordio egli supera l'arte ufficiale distaccandosi da essi, in un primo periodo, in nome del recupero delle tradizioni; nelle sue prime opere infatti predomina il richiamo al mondo rurale delle origini sia per quanto riguarda i temi, i quali si ispirano alla realtà quotidiana e al mondo contadino, sia dal punto di vista stilistico, egli infatti si ispira alla deformazione e ai colori anti-naturalistici e accesi dei fauves e ai modelli di arte popolare, tratta i volti come se fossero maschere e rappresenta i propri soggetti tramite la semplificazione e la disarmonia, come si nota ad esempio in contadina con secchi e bambino.


La fase della sintesi cubo-futurista. In questa seconda fase Malevic recupera numerosi elementi del cubismo e del futurismo. I soggetti di questo periodo vengono infatti scomposti in elementi geometrici e volumi, così come nel cubismo appunto, sulle cui superfici la luce scivola e si riflette come su di una superficie metallica, così come nel futurismo; in questo modo Malevic si avvicina alla rappresentazione astratta nonostante i soggetti delle sue opere risultino ancora riconoscibili, come si evince ad esempio da donna con secchi.

La fase del movimento Zaum. In questa terza fase l'intento dell'artista diventa quello di andare al di là della ragione creando un nuovo ordine di significato e scardinando le abitudine percettive convenzionali tramite collage e composizioni trans-razionali ossia accostamenti alogici che attraverso la contrapposizione di due forme si configurano come momento di lotta contro la logica e il senso comune, come avviene ad esempio con l'accostamento, con proporzioni alterate, di una mucca e di un violina nell'opera mucca e violino.

La fase del suprematismo. Il percorso verso l'astrattismo di Malevic culmina infine nel suprematismo.

Dove e quando. Nasce a partire dalle scene e dai costumi che l'autore realizza per l'opera teatrale vittoria sul sole ma la prima esposizione di tele impressioniste si ha nel 1915 a San Pietroburgo.

Nome. Il nome deriva dalla supremazia del colore puro e della semplice forma colorata.

Scopo. che ha come scopo quello di realizzare un'immagine libera da qualsiasi vincolo associativo e dalla mimesis attraverso la creazione non-oggettiva e la ricerca del minimo, essenziale e irriducibile livello dell'arte ossia, secondo Malevic, la pittura bidimensionale e delimitata.

Il linguaggio artistico. Con lo scopo di realizzare un'espressione pura e completamente svincolata dalla rappresentazione Malevic idea una pittura bidimensionale e delimita alla base della quale pone il quadrato, una figura geometrica regolare che tuttavia non presenta una superficie uniforme per via della sovrapposizione di più strati di colore, a partire dal quale egli deriva attraverso opportune scissioni, rotazioni, accostamenti e traslazioni tutte le forme che compongono l'alfabeto suprematista. L'astrazione di Malevic giunge il suo punto più estremo, ossia quello in cui la pittura si fa negazione totale della raffigurazione, con l'aggiunta del colore.

La fase del costruttivismo e il ritorno al suprematismo. Malevic aderisce per un breve periodo al Costruttivismo ma se ne allontana ben presto in quanto non ne condivideva la concezione dell'arte come strumento di utilità pratica. Si riavvicina così al Suprematismo stendendo scritti teorici, insegnando e realizzando modelli di città e residenze.

Gli anni dello stalinismo. Con la repressione stalinista delle attività culturali viene ripristinata, con la scusa che le avanguardie realizzino troppo difficili per il popolo, come unica forma d'arte consentita quella realista socialista. Inizialmente Malevic, rifiutandosi di accettare l'idea di un’arte al servizio dello Stato, scappa prima in Polonia e poi in Germania. Una volta tornato in patria realizza dapprima opere che mantengono i caratteri innovativi della sua pittura e che esprimono le preoccupazioni del pittore sul futuro della Russia, come avviene ad esempio nell'opera complesso presentimento (torso con camicia gialla) in cui un uomo-manichino senza volto e senza futuro che se ne sta immobile su un paesaggio isolato rappresenta la condizione dei contadini a seguito della collettivizzazione delle terre. In seguito è tuttavia costretto a conformarsi alla figurazione ma egli non rinuncia comunque ad un messaggio di denuncia, trasmesso in questo caso tramite l'ironia e l'utilizzo della ritrattistica rinascimentale con cui sottolinea l'anacronismo del ritorno a tale forma d'arte; ciò appare evidente ad esempio nell'autoritratto in cui ritrae sé stesso negli abiti di un riformatore che, con la mano aperta, sfida il regime e indica la via.
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