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Silvestro Lega, 1826-1895


Pittore romagnolo, si trasferisce a Firenze a 17 anni, per frequentare l'Accademia delle Belle Arti, dove acquisisce una preparazione classicistica.
Le sue prime opere furono a soggetto storico-religioso; si convertì alla Pittura del vero frequentando il Caffè Michelangelo e conoscendo i Macchiaioli. Nel 61 si trasferì a Piagentina, ospite di un ricco borghese. Le opere di questo periodo sono un tenero, malinconico omaggio alla tranquillità della vita quotidiana. Esaltò i valori coloristici, filtrò le impressioni della luce, descrisse episodi di vita borghese, ponendo l'accento sulla tenerezza degli affetti familiari. A Piagentina dipinse i suoi più grandi capolavori, tre opere emblematiche che compongono una "trilogia poetica": Il canto dello stornello, La visita, Il pergolato.

Il canto dello stornello, Olio su tela, Firenze, 1867:
la tela mostra tre sorelle, tre ragazze di casa Batelli (che lo ospitava), intente a cantare insieme. Colei che suona il piano è probabilmente Virginia, di cui Lega si era innamorato. La stanza è elegante, pulita e ordinata; le ragazze, ben vestite (di buona famiglia), si trovano di fronte ad una finestra aperta, dalla quale entra la luce di una calda giornata estiva, sembrano non accorgersi del pittore. L'immagine appare rubata, come una fotografia. Trasmette una sensazione di serenità e pace.

La visita, Olio su tela, Roma, 1868:
atmosfera invernale, aria tersa, alberi spogli. Davanti ad una casa di campagna, due giovani sorelle (vestite allo stesso modo, secondo l'uso dell'epoca) salutano affettuosamente la padrona di casa, uscita per accoglierle. A destra, le raggiunge la madre, lievemente attardata. L'abbraccio fra le due donne conferisce un senso di intimità alla scena.

Il pergolato, Olio su tela, Milano, 1868:
è una delle raffigurazioni più poetiche della società borghese del tempo. Fu ispirato alla vita di casa Batelli, ma ha un significato più universale; ci mostra alcune donne sedute nella corte assolata di una bella casa di campagna, che aspettano di prendere il caffè di metà pomeriggio, come deduciamo dalla lunghezza delle loro ombre sulla pavimentazione in pietra.
La cameriera sta portando il vassoio con una elegante caffettiera d'argento, sotto lo sguardo vigile della signora con il ventaglio, forse la padrona di casa. Tazzine e zuccheriera sono già posate sulla panca. Altre due donne sono intente ad ascoltare il racconto di una bambina, che forse sta recitando una poesia: colei che potremmo riconoscere come la madre le posa una mano sulla spalla, protettiva e rassicurante.
Studiatissima osservazione della natura: lontani cipressi annebbiati dall'afa estiva, macchiette colorate di fiori sul muretto. I raggi del sole filtrano tra le foglie del pergolato creando suggestivi effetti d'ombra.

Lega a differenza degli Impressionisti, volle utilizzare due sistemi rappresentativi diversi, che si sovrappongono senza fondersi: la prospettiva e la macchia.

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