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Primo acquerello astratto - Vasilij Kandinskij


È la prima opera astratta dell’arte occidentale. Gli acquerelli e le chine sono immediati, come i disegni di un bambino. Kandinskij parla di astrattismo lirico, perché legato alla musica. L’arte non deve copiare ciò che vede perché già la natura è bella di per sé. Quello che l’arte deve far emergere è l’interiorità di ogni cosa, che invece non si vede. Una cosa che colpisce l’animo e non si può vedere è la musica. Lui usa tutti i segni come fossero note musicali su uno spartito. Egli è su tutti i manuali di grafica dalle scuole medie in poi.
Ci sono macchie di colore. Il rosso è associato al blu. Ci sono macchie di colore sparse. All’interno di queste macchie, dipinte anche in maniera omogenea, una persona è portata a cercare qualcosa che conosce. C’è anche l’uso della china per rimarcare alcune linee.

Con la rivoluzione bolscevica torna in Russia ma se ne va nel 21-22 perché ha un incarico per riformare l’accademia d’arte. Un animo come lui che parla di un mondo interiore ed una certa libertà di ricerca difficilmente si può associare ad un regime come quello bolscevico.
In Germania viene chiamato nella scuola del Bauhaus, che ha come scopo quello di unire il percorso artistico con quello dell’artigianato. Funziona un po’ come un campus: docenti e allievi uniscono la teoria con la pratica e si vive comunemente. Kandinskij viene chiamato ad insegnare lì insieme ad un altro astrattista, Klee.

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