blakman di blakman
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Hartung, Hans - Untitled

Dopo una brevissima esperienza figurativa, già nella produzione degli anni trenta la ricerca artistica del tedesco Hans Hartung presentava elementi che annunciavano i caratteri della sua successiva stagione informale. A partire dalla metà del decennio successivo egli imboccò infatti la strada dell'astrazione, raggiungendo nel giro di una decina di anni i primi esiti di un linguaggio fortemente gestuale. La sua personale versione dell'Informale, fatta di segni neri e profondi ripetuti in modo quasi ossessivo sulla tela a creare gabbie di linee compatte, si nutre dei processi dell'automatismo surrealista e considera il gesto come lo strumento di un'improvvisazione psichica trasferita direttamente nell'opera, che diviene in questo modo una forma profonda di espressione dell'io. All'interno dell'Informale europeo, Hartung fu uno dei maggiori rappresentanti del cosiddetto "Tachisme" (macchia), l'esperienza artistica nata a stretto contatto con l'Esistenzialismo francese che tendeva a ricollegare la macchia di colore, appunto, a una rivelazione pura dell'inconscio e dell'istinto dell'individuo. Letta in questa chiave, l'opera, Untitled, si presenta come la trascrizione su carta delle emozioni che agitano l'animo dell'artista. Costruita in maniera quasi tradizionale nella scansione tra sfondo e figura, essa si presenta come una somma di grovigli, tracce spezzate, andamenti a zig- zag che registrano a trasmettono, come un elettrocardiogramma, la forza espressiva e l'energia del loro autore.

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