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Keith Haring - Senza titolo, Novembre 1981


In tutto il Novecento il confronto con le tradizioni non occidentali è stato spesso per gli artisti più ricettivi il veicolo diretto del cambiamento di uno stile; opponendosi ai codici ufficiali della rappresentazione, essi erano attratti da tutto ciò che contrastava con la tradizionale visione rinascimentale. Anche tra i protagonisti più noti del movimento della Graffiti art si può cogliere questa diffusa sensibilità a volgere l'attenzione a tutti gli aspetti dell'arte "primitiva", tribale, naif e perfino infantile. Il più celebre graffitista fu Keith Haring, che dipingeva senza seguire schizzi preparatori e senza mai apportare correzioni. La bidimensionalità, la riduzione ai minimi termini del segno grafico e la fluidità sono i tratti dominanti dei suoi disegni che richiamano le calligrafie maya o egizie, la scrittura ideografica orientale e naturalmente l'essenzialità dell'arte rupestre.

Ciò che sorprende del suo lavoro è il senso di mistero, di magia, di energia vitale che vi si avverte e che, al di là delle analogie linguistiche, è affine alla forza presente nelle forme archetipe e nei simboli mitici innati, appartenenti all'inconscio collettivo e formulati da tutti i popoli antichi. Ne è un esempio il motivo dell'uomo con le braccia alzate (Senza titolo, novembre 1981), ricorrente nei disegni dell'artista e assai simile a certe figure di oranti o di antichi sciamani: su una tela cerata, materiale industriale di poco pregio e spesso utilizzato per coprire il retro dei camion, Haring ha tracciato un simbolo di potenza e di immortalità che desta un impatto emotivo di straordinaria forza comunicativa.

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