blakman di blakman
VIP 9176 punti

Salvador Dalì - Venere di Milo a cassetti

In Salvador Dalì, a differenza degli altri artisti che si servirono dell'arte classica come un semplice veicolo di messaggi e stati d'animo, emerse addirittura una volontà dissacrante e blasfema nei confronti della tradizione classica. Paradigmatica di questo suo atteggiamento irriverente è una famosa scultura di Dalì, la Venere di Milo a cassetti, ideata dall'artista nel 1936 a partire da un calco in gesso della celebre statua greca. I personaggi a cassetti ricorrono spesso nei dipinti di Dalì e in essi si crea un rapporto diretto con la simbologia legata alla psicanalisi di Freud che, tra Ottocento e Novecento, indagò i misteri della mente umana: i cassetti, infatti, alludono metaforicamente alle zone più profonde e segrete dell'inconscio. Riunire in un'opera d'arte la Grecia antica e la psicanalisi significava per l'artista oltrepassare i consolidati codici di bellezza ideale. Ciò che più interessava a Dalì era suggerire la possibilità di accedere alla verità di un corpo passando attraverso l'inconscio, con le sue zone d'ombra e le sue parti nascoste. Nella scultura si invita a toccare la Venere e ad aprire virtualmente quei cassetti ai quali soltanto la psicanalisi è in grado di togliere i sigilli.

Hai bisogno di aiuto in Arte moderna e contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email