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Gustave Klimt, Il Bacio


Il Bacio, l’opera più celebre di Klimt, riprende il tema dell’abbraccio più volte affrontato dall’artista. Il quadro appartiene al periodo “aureo” della produzione di Klimt, così definito per l’intenso uso del colore oro, che qui è stato applicato anche a foglie. L’artista si ispirò alle tavole gotiche e ai mosaici di tradizione bizantina che aveva avuto modo di studiare. La presenza dell’oro isola la rappresentazione in uno spazio cosmico senza profondità e senza tempo, più ideale che reale. Avvolta in un’aureola dorata e luminosa come un’apparizione divina, la coppia domina al centro del quadrato, inginocchiata su un prato fiorito che richiama l’iconografia dell’hortus conclusus. Il fascino dell’opera è dato dall’inconsueto contrasto tra il realismo con cui sono descritti i dettagli dei corpi e la ricchissima ornamentazione che esalta l’aspetto bidimensionale della superficie pittorica e allude simbolicamente alle differenze biologiche tra sesso maschile e femminile. Klimt ha riservato infatti all’uomo elementi decorativi geometrici, spigolosi e verticali, mentre alla donna ha destinato motivi circolari concentrici,dalle forme morbide e variopinte. Anche la gestualità dei due amanti si differenzia: alla presa vigorosa dell’uomo, di cui appare solo il profilo fortemente scorciato,si contrappone la dolcezza con cui la donna si abbandona, chiudendo gli occhi in un’espressione estatica. Con Il Bacio, Klimt volle rappresentare il trionfo dell’eros e del suo potere di trascendere e armonizzare i conflitti e le antitesi tra uomo e donna.

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