Video appunto: Goya, Francisco - La famiglia di Carlo IV (2)

La famiglia di Carlo IV



Il dipinto, conservato al Museo Nacional del Prado di Madrid, è stato realizzato dal 1800 al 1801. Numerosi sono stati gli abbozzi o gli studi per i singoli componenti di questo ritratto (14 in tutto) ed è l’unico in tutta la carriera artistica del pittore che abbia richiesto così tanto impegno.
Innanzitutto, vuole essere un omaggio al suo maestro Velasquez, di cui, pur rivisitando Las Meniñas, arriva a ottenere una forma espressiva del tutto autonoma. Lo scopo di Goya era di raffigurare la famiglia reale, mettendone in risalto i difetti senza farsene accorgere, Il dipinto fu accolto con una certa freddezza, mentre la regina ne fu entusiasta. D?altra parte bisogna anche dire che l’artista non avrebbe rischiato nulla perché nella loro vanagloria, essi erano incapaci di esprimere un giudizio su se stessi.

Il centro della tela, in cui si incontrano le diagonali del rettangolo (di dimensioni 286 x 336 cm), non è occupato dal re Carlo IV, bensì dalla regina Maria Luisa e i due monarchi sono separati dal figlioletto, l’infante Francisco. Questo dettaglio è denso di significato perché, di fatto, la Spagna era governata da Maria Luisa; il potere regale era rappresentato da lei e non dal marito; lei costituiva il fulcro della famiglia e tutto ruotava attorno a lei. Secondo le male lingue dell’epoca, l’infante Francisco non era figlio del re, bensì del ministro Godoy, noto amante della regina. Quest’ultima tiene una mano sulla spalla di doña Isabel che qualche anno dopo fu proposta in sposa a Napoleone Bonaparte, il quale rifiutò dicendo che per assicurare la sua discendenza non aveva intenzione di ricorrere ad una casata in declino. Tutti i personaggi rappresentati sono realmente esistiti, ma raffigurati con un estremo e spietato realismo. Infatti, Goya è stato implacabile nel mettere in risalto l’inutile sussiego della casata reale, la mancanza di dignità e la baldanza che sfiora il ridicolo. Il re ha l’aspetto di un qualsiasi uomo del popolo; dal suo viso non traspare alcun segno di intelligenza e lo si riconosce che è re di Spagna solo dall’abbigliamento, che è l’aspetto esteriore e questo la dice lunga. Le espressione di tutti, eccetto i più giovani, sono banali ed insignificanti A sinistra, si notano due ragazzi; quello più grande, con la giacca blu è Fernando, il principe ereditario del regno, mentre il più piccolo, vestito di rosso è suo fratello Carlo.
Accanto a Ferdinando, si può intravedere il volto di una signora anziana, dipinta volutamente imbruttita e in modo quasi caricaturale affinché passi in secondo piano rispetto agli altri: è la sorella di Carlo IV, Josefa.
Il contesto in cui si trovano i personaggi è spoglio: ci sono soltanto due quadri in lontananza e privi di dettagli; il gruppo praticamente appoggiato contro il muro, è illuminato da un raggio di luce che proviene da destra; soltanto una figura posta a sinistra resta nell’ombra: è l’autoritratto di Goya. Sull’estrema destra del quadro, possiamo vedere una coppia di sposi con un bambino in braccio: si tratta dei duchi di Parma, ed il neonato è il futuro erede del regno. L’uomo dietro il re è il fratello minore del re, Don Antonio Pasquale: come Josefa, anche lui è solo abbozzato e privo di particolari.
L’uso che l’artista fa della luce deve ricollegarsi al concetto di illuminismo. Secondo il pensiero illuminista, la luce della ragione è fondamentale per far scoprire la verità ed eliminare l’oscurità dell’ignoranza: in questo caso, è proprio la luce a mettere in risalto i bellissimi vestiti della famiglia reale, ma nel contempo, scopre anche tutti i difetti della maggior parte dei protagonisti. Soltanto i più giovani della famiglia reale non sono avvolti del tutto dalla luce oppure non sono ridicolizzati; in questo modo, Goya, probabilmente considerava non responsabili questi ultimi riguardo alla gestione disastrosa dell’amministrazione della Spagna che Carlo IV ebbe in quegli anni.