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Paul Gauguin - Ta matete (il mercato)

Come altri artisti anche Paul Gauguin sembra aver accettato, senza nasconderli, gli stimoli derivatigli dalle stampe giapponesi: il gusto per una linea dinamica molto evidenziata e la tendenza a separare nettamente i campi di colore. Tuttavia la sua inquieta ricerca di motivi sempre nuovi, che lo allontanassero dalle aride forme della civiltà moderna, lo spinse a conoscere culture diversissime: studiò l'arte egizia, quelle romanica e gotica, si avvicinò ai rudi soggetti del folklore bretone, all'arte peruviana a polinesiana. Testimone di questa apertura è il dipinto "Ta matete" (Il mercato), dipinto nel 1892, che ricorda la struttura compositiva di un fregio egizio, la cui bidimensionalità è accentuata dall'uso di colori uniformi che eliminano ogni traccia di prospettiva rinascimentale. Come per Van Gogh, le motivazioni che mossero Gauguin non erano solamente di tipo estetico, ma rivelavano una profonda necessità di spontaneità, di purezza e di autenticità, in contrapposizione con le opprimenti restrizioni dell'arte ufficiale e della civiltà borghese occidentale.

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