I Fauves e Henri Matisse


••• La vita di Matisse e il movimento dei Fauves
•• In una mostra che esponeva questi dipinti, che erano colorati violentemente, un critico d’arte li paragona con un classico Donatello e scrive: “un Donatello tra le belve”, e da lì la parola Belve, Fauves, ha unito questi pittori. Le regole erano: il colore al centro e non deve rappresentare la realtà; non bisogna dipingere secondo l’impressione, ma solo secondo il proprio sentimento; si rappresentano le opere solo dopo averle fatte proprie; la pittura deve esprimere istintivamente le emozioni e le sensazioni dell’artista. È la prima vera rottura con l’impressionismo. L’anima di questo movimento è Henri Matisse. Matisse comincia a dipingere come passatempo durante una malattia che lo costringe a letto. Da quel momento studia in accademie private. Subisce le tragedie di due guerre mondiali. La figlia e la moglie vengono arrestate perché all’interno della Resistenza. Vive una vita tuttavia molto tranquilla per un rivoluzionario. Inizialmente affascinato dall’Impressionismo passa per il Divisionismo arrivando a una pittura intensa come “gioia di vivere”.

••• La danza (1910)
•• Ha una lunga elaborazione e viene anche ripreso per opere future. Cinque ragazze nude sono immortalate in una danza vertiginosa mentre si tengono per mano muovendosi in circolo. Il ritmo è convulso, infatti la danzatrice in primo piano al centro ha lasciato la mano della compagna di sinistra e si lancia verso di lei per recuperarla e ricomporre così il cerchio. La compagna le facilità il lavoro inarcandosi. Il grande lavoro è fatto con tre colori principali: verde brillante per il prato, blu per il cielo, rosso per i corpi delle ragazze. Le tinte brillanti e la scelta del rosso invece che del rosa delle prime versioni allontanano soggetto dalla realtà del colore naturale. Il disegno è colorato suggerendo una bidimensionalità e le forme volumetriche e ben definite dalla linea scura (che non è solo di contorno) sono sciolte nel colore.

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