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Espressionismo Francese

-Fauves (Belve)-

I Fauves ricercano l’espressione, attraverso l’uso di colori puri, del sentimento dell’artista di fronte alla natura, percepita come realtà dinamica, in continua comunicazione col soggetto.

Questi pittori non era in necessario contatto e non avevano un’unità di intenti, ciò che li univa era l’utilizzo di colori non brillanti.
Uno dei pochi obiettivi del gruppo era descrivere il gusto di vivere, di sentire, di esercitare le emozioni.
Credevano nell’utilizzo della disciplina nella pittura e credevano che la composizione di un quadro doveva essere autonoma.

-Henri Matisse-

La pittura di Matisse è influenzata dalla musica, dalla poesia, dal colore, dalla sintesi di rappresentazione e dalla decorazione.
Studiò anche delle xilografie giapponesi, delle ceramiche persiane, delle stoffe moresche e l’arte africana.

La sua tavolozza era popolata da colori brillanti e la sua produzione fu molto ampia: realizzò sculture, ceramiche, arazzi, illustrazioni per opere letterarie, costumi e scenografie teatrali.

-Donna con Cappello-

La Donna con Cappello è un ritratto di Henri Matisse che scandalizzò l’opinione pubblica e la critica.
La signora Matisse, soggetto appunto del ritratto, appare in chiave ‘fauve’.
Ha il naso e la fronte verdi, i capelli rosso scarlatto, un cappellone piumato che sembra una torta fiorita.
A far scandalo sono la posa che riprende quella classica dei ritratti cinquecenteschi e il modo di trattare il colore, sparso secondo la tecnica dei punti e dei tratteggi che ne crea delle chiazze.
La tecnica usata non pare adatta secondo la critica per dei ritratti; questo dipinto parrebbe essere allora una ‘beffa’.
Il dipinto ebbe successo quando venne acquistato da due collezionisti, che lo portarono all’attenzione delle gallerie d’avanguardia.

-La Tavola Imbandita-

Henri Matisse realizzò due versioni di quest’opera; i due quadri sono stati composti a undici anni di distanza e sono una rimeditazione sul medesimo tema: la preparazione di una tavola in una sala da pranzo.
Gli elementi del secondo quadro sono già presenti nel primo: due sedie, una finestra da cui proviene la luce, delle caraffe, delle fruttiere d’argento con frutti rossi e gialli, una figura femminile col grembiule chiaro ritratta di tre quarti con un braccio in avanti.
Il secondo quadro è però il risultato di un processo di semplificazione estrema e di accentuazione del ruolo del colore, inteso come veicolo della luce: tanto più forte è la luce, quanto più viene scelto un colore forte.

Nel primo quadro il disegno non risulta visibile e la stesura dei colori era frammentaria, nel secondo è proprio l’opposto: le superfici sono piatte e il disegno, molto stilizzato, è reso evidente dai contorni tracciati con il nero.
Sempre nel secondo dipinto sono presenti tre sole linee oblique, che non hanno un solo punto di fuga, e sono: il lato della sedia, il limite del tavolo e l’incavo della finestra.
In primo piano vi è un forte colore giallo dell’impagliatura della sedia; in secondo piano vi è il rosso che confonde ed unifica la tavola e la parete retrostante; nel terzo vi è il verde della finestra.
Gli oggetti sono disposti in modo tale da appiattire la scena: le spalliere delle due sedie sono di identiche dimensioni, anche se una è molto più avanti dell’altra.
Ma è soprattutto la continuità tra la tovaglia e la tappezzeria a sottolineare l’andirivieni tra una lettura bidimensionale dell’immagine e una tridimensionale: sul lato sinistro del quadro, muro e tavolo non si distinguono più.
Matisse accosta sapientemente i colori e considera la superficie dipinta tutta egualmente importante, senza concentrare la scena in un centro; attraverso il colore egli esprime emozioni, escludendo l’uso di mezzi toni e cercando un’armonia cromatica.

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