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Macchiaoli – Realismo in Italia


1. Firenze, essendo sotto il libero Granducato di Toscana, accoglie una vivace rete di intellettuali, che amava ritrovarsi presso il Caffè Michelangelo. Le due anime intellettuali di questo gruppo erano rappresentati da Diego Martelli, teorico della macchia in opposizione alla forma, e Telemaco Signorini, che propose per sé e per i suoi amici l’appellativo di ‘Macchiaioli’.
2. Sviluppatosi nella seconda metà dell’Ottocento, avrà influenze anche sull’arte del primo Novecento.
3. Le origini del movimento sono da ricercarsi nella rivolta all’accademismo e nella volontà di ripristinare il senso del vero. La realtà non presentà né disegno né linea di contorno, ma solo organizzazioni di masse di colore contrapposte: ogni pittura che miri al realismo deve quindi riprodurre le sensazione provocate dalla luce. La pittura deve ricostruire la realtà per masse di colore, utilizzando dunque la macchia. Le macchie consistono in campiture più meno ampie, e sono accostate tra di loro in base alla tonalità.
4. I soggetti prediletti dai Macchiaioli sono la natura nel genere del paesaggio della toscana, la pittura della luce, il duro lavoro nei campi e le vedute cittadine dei comuni.
5. Macchiaioli ed Impressionisti sono accomunati dall’amore per il vero, per la natura e per il ritratto. La campitura piatta dei Macchiaioli nulla ha a che fare con la virgolettatura degli Impressionisti.

Giovanni Fattori


1. Fattori, nato a Livorno nel 1825, già dagli anni Cinquanta inizia a ribellarsi alla pittura accademica, frequentando il Caffè Michelangelo: sceglie di indagare la realtà secondo il puro verismo, cercando di ‘mettere sulla tela tutte le sofferenze fisiche e morali di tutto quello che disgraziatamente accade’.
2. Temi preferiti: Maremma Toscana assolata con i contadini al lavoro nei campi, vita militare presa nei suoi tratti di abbacinante desolazione, lavoro degli umili di ogni giorno.

Rotonda Palmieri

1. L’opera, un olio su tela conservato alla Galleria d’Arte Moderna di Firenze, accoglie in sé tutti i tratti distintivi della pittura macchiaiola.
2. Sono rappresentate alcune signore benestanti in una calda giornata estiva, intente a fare bagni d’aria di mare in uno stabilimento modaiolo livornese.
3. Il dipinto è organizzato per semplici fasce di colore sovrapposte: abbandona il chiaroscuro, preferendo accostare pure e semplici macchie di colore di tonalità diverse.
4. Il dipinto è scandito in fasce orizzontali di colore accostate per assonanza (caldo con caldo, freddo con freddo) o dissonanza.

In Vedetta

1. Il senso della prospettiva è dato dalla bianca parete sulla destra, la cui perfetta geometria interrompe la linea dell’orizzonte nettamente. Essa è proseguita e bilanciata dalla presenza di altri due cavalieri, che occupano la linea dell’orizzonte.
2. Raffigura soldati francesi in perlustrazione, realmente accampati presso Pratona delle Cascine.
3. Il soldato in primo piano si staglia nettamente, come una macchia di colore, sul fondo bianco giallastro del muro. I lineamenti dei soldati sono appena abbozzati.
4. La luce è la vera protagonista del dipinto, abbacinante e afosa in una giornata di piena estate; forte è il contrasto tra le due porzioni dell’opera: da una parte il blu accesso del cielo, dall’altro il bianco riarso della terra secca.

Bovi al Carro

1. La tela fu realizza presso la casa di Diego Martelli a Castiglioncello, immerso nell’umile e selvaggia natura della Maremma, di cui egli divenne il cantore più lirico e ispirato.
2. L’opera, un olio su tela conservato alla Galleria d’Arte Moderna di Firenze, sposta i buoi fuori dal centro per sottolineare la compresenza di due soggetti prediletti: il paesaggio maremmano e il duro lavoro nei campi. L’insieme assume un perfetto equilibrio compositivo nel quale paesaggio e figure si controbilanciano in modo quasi classico, senza che nessuno dei due prevalga sull’altro.
3. L’orizzonte, amplissimo, viene realizzato ancora una volta per campiture di colore sovrapposte in fasce: la grande profondità prospettica è sottolineata dal viottolo che solca diagonalmente la campagna, dall’angolo sinistro in basso fino all’orizzonte marino.
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