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Il cubismo

Fu una delle prime avanguardie storiche. I pittori cubisti non cercano di compiacere il nostro occhio imitando la realtà né tentano di interpretare le suggestioni, come gli Impressionisti. Essi costruiscono una nuova realtà non necessariamente simile a quella ce conosciamo ma comunque parallela.

La realtà che percepiamo dal senso della vista è spesso diversissima dalla realtà vera.

Il pittore cubista si figura di guardare l'oggetto da rappresentare tutto intorno, in questo modo non conosce solo un aspetto ma ne percepisce diversi.
Per assumere punti di vista differenti però impiega del tempo, quindi egli dipinge contemporaneamente momenti diversi di una medesima scena.
Il cubismo scompone la realtà in piani in piani e volumi elementari.

Il cubismo inizia nel 1907 quando Picasso dipinge “Les demoiselles d'Avignon”. Esso si divide poi in:

Cubismo analitico: consiste nello scomporre i semplici oggetti quotidiani (bottiglie, bicchieri, pipe, strumenti musicali) secondo i principali piani che li compongono. Tali piani poi vengono distesi e ricomposti sulla tela. I colori impiegati solitamente sono terrosi o di tonalità neutra.

Cubismo sintetico: ricomposizione di oggetti precedentemente frammentati in oggetti nuovi e fantasiosi che però conservano qualche caratteristica. Vengono usati colori brillanti e volutamente non verosimili. Perché la pittura non cada nell'astrattismo vengono introdotti lettere e numeri che riconducono alla concretezza del quotidiano , anche i collage saranno in grado di ricondurre alla mente gli oggetti reali.

La forma è indipendente dal colore. Per sottolineare ciò Braque inventa la tecnica dei papiers collérs (carte da parati o fogli di giornali incollati) e Picasso quella dei collages (incollaggi di materiali come stoffa o paglia).

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