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Georges Braque - Viadotto a L'Estaque

All'inizio del Novecento le Avanguardie artistiche portarono a compimento il passaggio da un'arte intesa come mimesi della realtà naturale a forme di rappresentazione autonome e non oggettive. La pittura di paesaggio continuò a vivere, ma si liberò da tutti gli schemi consolidati nella tradizione precedente. Questo procedimento si percepisce in "Viadotto a L'Estaque", dipinto nell'autunno 1907: Braque ha semplificato l'aspetto delle case, delle colline e del ponte che domina al centro e inoltre, disponendo ai lati del quadro due gruppi di alberi, ha creato una sorta di quinta scenografica. Il dato reale ha così iniziato a perdere i suoi dettagli fisici ed è reso attraverso una segmentazione di linee e volumi. Le case sono cubi, ravvicinate e stipate l'una accanto all'altra; è scomparso il vuoto tra loro e l'unico orizzonte visibile rimane il triangolo di cielo che si apre oltre la linea dei tetti.

La prospettiva del sentiero a destra è ribaltata e si affievolisce persino la percezione della lontananza del paese al di là del ponte. Le superfici sono appiattite da una pennellata regolare che struttura le forme indipendentemente dagli oggetti rappresentati, al punto che gli stessi alberi hanno perso la loro naturalità. La gamma cromatica è accesa e contrastante, soprattutto nell'accostamento di gialli e rosa, nel primo piano in basso, mentre i toni azzurri e verdi delle chiome degli alberi ricordano le opere di Cézanne. Proseguendo in questa direzione, Braque arrivò al cubismo ed elaborò un tipo di rappresentazione che non ha più come fine ultimo l'imitazione della natura.

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