Biografia

Umberto Boccioni di origine romagnola, nacque a Reggio e si spostò. A roma avvenne la sua formazione e anche a Venezia (segue corsi all'accademia di belle arti). Si spostò in seguito a Milano dove conobbe Marinetti nel 1910, che lo attirò nell'orbita futurista. Conobbe altri artisti tra cui Severini che lo indusse a prendere la strada del divisionismo.

Autoritratto

Umberto Boccioni si inizia a dotare di quelle periferie che poi diverranno la sua caratteristiche fondamentale. L'artista ritrasse se stesso e il panorama con piccoli tratti di colore.
Nel 1914 restò così convinto che decise di fare un manifesto della pittura e della scultura futurista. Si ispirò a quello di Marinetti "Pittura e scultura futuriste" (dinamismo plastico).

La città che sale

Nel dipinto vediamo rappresentato un momento. Milano era una città che stava crescendo con l'industrializzazione. Sullo sfondo vi sono delle impalcature con dei cantieri che stanno costruendo la città: la costruzione è incessantemente verso l'alto; davanti vi è invece il casino: confusione frenetica della modernità con persone che fanno poiché non possono stare ferme. In primo piano vi è un cavallo curvato in avanti (forma simbolica). Il colore che Boccioni sceglie è un rosso vivo, che ricorda ad esempio le fiamme di un alto forno. La tecnica è divisionista e le pennellate generano un forte effetto dinamico: rimanda ad una pennellata di Van Gogh, il quale espressionisticamente però vuole esternare il suo stato d'animo. Boccioni vuole invece comunicare il messaggio di una visione del mondo.

Stati d'animo: gli addii

L'opera comprende tre dipinti: stati d'animo che vengono, che restano e gli addii. Di quest'ultimi Boccioni ne realizza due versioni: la prima nel 1910 a Milano, la seconda nel 1911 a New York. La seconda versione è un dipinto che cerca di esprimere gli stati d'animo di due persone legate affettivamente, le quali si stanno separando alla stazione. Queste persone sono rappresentate con una dominante verde; dinamicamente si muovono sulla tela in questo abbraccio.
La stazione dobbiamo immaginarla invasa dal fumo e dal vapore. Il dipinto ha una forte valenza cubista perché è del 1910.
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