Biografia


Nasce a Torino nel 1871. Figlio di un fotografo studia inizialmente violino. Rimasto orfano abbandona tutti i suoi studi, compresa la musica e inizia a disegnare e a dipingere. Nel 1895 si trasferisce a Roma dove si dedica interamente alla pittura. Nel 1901 trascorre un breve periodo a Parigi, dove approfondisce la tecnica divisionista anche se il suo interesse iniziale è per un intenso verismo, con una particolare attenzione per lo studio della luce. Nel 1910 aderisce al Futurismo firmando il Manifesto dei pittori futuristi. Nel 1915 firma il manifesto della Ricostruzione futurista dell'universo. Nel 1918 partecipa alla stesura del Manifesto del colore e nel 1929 sottoscrive il Manifesto dell'Aeropittura. Muore a Roma nel 1958.

Dinamismo di un cane al guinzaglio


è un quadro ad olio su tela realizzato nel 1912 . L'opera è un efficace esempio del tentativo dei pittori futuristi di rappresentare il movimento delle figure all’interno dei loro dipinti. Vediamo rappresentato appunto il tentativo di raffigurare il movimento di un cane che viene portato a spasso da una signora. Nell'opera è possibile vedere una serie di movimenti: tutti questi vengono fotografati in un attimo come se si stesse utilizzando una macchina fotografica. I colori utilizzati sono di una gamma molto limitata. La sagoma del bassotto è completamente nera, come anche la gonna della sua padrona. Si nota un maggiore utilizzo del colore nelle traiettorie di movimento delle zampe del cane. In questa zona Balla ha utilizzato una gamma che vira verso il rosso e il viola. Invece, nella traiettoria della camminata della donna sono stati utilizzati colori freddi blu e viola. La strada è completamente bianca e funziona da sfondo neutro per rappresentare il movimento degli arti.

Velocità astratta

L'opera è stata realizzata nel 1913. Balla con una serie di forme geometriche raffigura il dinamismo: si dedica alla sperimentazione (futurismo e astrattismo). Il pittore cerca di riprodurre soggetti completamente astratti ricavati dalle suggestioni. La sagoma di un'automobile, parzialmente ripetuta e traslata nello spazio, si confonde in un succedersi e sovrapporsi di forme disposte in sequenza, come a fissare i suoi successivi avanzamenti. Altre forme simili ai vortici, arrotondate, alludono al movimento delle ruote e al loro trascinante rincorrersi. La riconoscibilità degli oggetti cede dunque il passo a un intreccio di linee astratte che descrivono la sola forma geometrica del movimento.
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