Concetti Chiave

  • L'influenza di Belli sull'astrattismo italiano è limitata a pochi artisti e non ha stimolato l'interesse per Kandinsky, che è stato superato dal neoplasticismo di Mondrian.
  • La dichiarazione degli espositori, firmata principalmente da Ghiringhelli, offre un contesto culturale importante per comprendere l'astrattismo italiano, considerato non idoneo a seguire il modello di Kandinsky.
  • Artisti comaschi come Radice e Carla Badiali mostrano relazioni con Kandinsky, evidenziando elementi di forme irregolari e la problematica della linea e del punto nei loro lavori.
  • Rho si distingue per il suo approccio rigoroso e scientifico alle ricerche visive, ispirandosi più a Moholy Nagy che a Kandinsky, con echi del suprematismo e neoplasticismo.
  • La mostra del 1946 alla Galleria Ciliberti di Milano segna un'importante ripresa dell'arte astratta e concreta in Europa dopo la guerra, promuovendo un nuovo atteggiamento artistico in Italia.

Influenza di Belli sull'astrattismo

L'influsso di Belli sull'astrattismo italiano, da circoscrivere a una cerchia ristrettissima di artisti, non dovette quindi incoraggiare l'interesse per Kandinsky di quanti a Milano approdarono nel 1934 all'astrattismo, che guardarono piuttosto al neoplasticismo di Mondrian.

Dichiarazione degli espositori

Dall’8 al 22 novembre ci fu l'occasione per una dichiarazione degli espositori firmata dai tre pittori ma principalmente arredata da Ghiringhelli sotto l'influenza di Belli considerata senza giustificazione alcuna il manifesto dell'astrattismo italiano ma illuminante per cogliere il contesto culturale in cui prese corpo il nostro astrattismo non idoneo a far proprio il modello di Kandinsky.

Relazioni con Kandinsky

Episodi di relazione, sul piano del linguaggio, con Kandinsky si offrono gli artisti comaschi attivi in una situazione particolare per il contratto con gli architetti razionalisti in primis con Giuseppe Terragni e Cesare Cattaneo.
È il caso di Radice, autore delle pitture murali per la Casa del Fascio di Como di Terragni, esempio unico in Italia di rapporto tra arte e architettura. Radice nelle sue opere della casa del fascio tra il 1935-1938 rivela una certa parentela con Kandinsky nelle forme irregolari e flessibili come sospese sul fondo di rigida ascendenza neoplastica. Più diretta la relazione con Kandinsky di Carla Badiali, pur essa del “gruppo” di Como, che si collega alla problematica della linea e del punto sulla superficie in vari suoi lavori tra i quali composizione numero 33 del 1937 presente in mostra in cui il punto e la linea ondulata libera tipicamente kandinskyana sono accompagnati da una composizione di strutture geometriche.

Ricerche di Rho e Moholy Nagy

Quanto a Rho entro lo studio rigoroso e scientifico delle ricerche linguistico-visive svolte al Bauhaus, più che a Kandinsky egli guarda piuttosto a Moholy Nagy. Attraverso Moholy Nagy giungono a Rho anche ripercussioni del suprematismo di Malevic, come d'altra parte, non mancano echi del neoplasticismo, anche se anomali, come nella composizione del 1935.

Mostra postuma di Kandinsky

Nel novembre-dicembre del 1946, la Galleria Ciliberti di Milano, ospita la rentrée postuma di Kandinsky in una collettiva con Radice, Soldati, Reggiani e altri artisti. Come si leggeva nell'introduzione “la mostra è la prima di arte astratta e concreta a carattere internazionale tenute in Europa dopo la recente guerra, la prima in senso assoluto in Italia. Suo scopo è quello di indicare all'attenzione degli artisti dei critici e del pubblico e in particolare ai giovani un atteggiamento artistico che ha avuto in alcuni paesi come in Francia, nella Svizzera, in America una diffusione vastissima e che da noi è ancora poco o male conosciuto.”

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'influenza di Belli sull'astrattismo italiano?
  2. L'influenza di Belli sull'astrattismo italiano è limitata a una ristretta cerchia di artisti e non ha incoraggiato l'interesse per Kandinsky, poiché gli artisti milanesi del 1934 si sono orientati maggiormente verso il neoplasticismo di Mondrian.

  3. Qual è il significato della dichiarazione degli espositori del 1934?
  4. La dichiarazione degli espositori, firmata da tre pittori e influenzata da Belli, è considerata un manifesto dell'astrattismo italiano, ma serve principalmente a contestualizzare il movimento all'interno della cultura artistica del tempo, evidenziando la sua distanza dal modello di Kandinsky.

  5. In che modo gli artisti comaschi si relazionano con Kandinsky?
  6. Gli artisti comaschi, come Radice e Carla Badiali, mostrano relazioni con Kandinsky attraverso l'uso di forme irregolari e flessibili, e l'esplorazione della linea e del punto, evidenziando un legame con il linguaggio visivo del maestro russo.

  7. Qual è l'importanza della mostra postuma di Kandinsky del 1946?
  8. La mostra postuma di Kandinsky del 1946 alla Galleria Ciliberti di Milano è significativa perché rappresenta la prima esposizione di arte astratta e concreta a carattere internazionale in Europa dopo la guerra, e la prima in Italia, mirata a sensibilizzare artisti e pubblico su un movimento artistico ancora poco conosciuto nel paese.

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