Video appunto: Architettura del ferro - Caratteristiche generali

Architettura del ferro



Contesto culturale



Durante la seconda metà dell'800 la razionalità diventa uno dei principi fondamentali dell'arte ed in particolar modo dell'architettura. La possibilità di produrre i materiali industrialmente, la maggior rapidità di costruzione e l'abbasso dei costi di produzione grazie sia alla possibilità di produrli in serie sia di alleggerire le strutture costituiscono i principali motivi economici, a cui si aggiungono anche il diffondersi di una concezione capitalistica della realtà e la razionalizzazione di ogni ambito (persino del tempo), alla base del cambiamento subito dall'etica.
Tuttavia questo cambiamento improvviso e radicale non viene da subito ben accolto e al contrario dovrà aspettare il novecento per essere pienamente riconosciuto ed accettato.

Cause e cambiamenti



Alla base delle innovazioni tecnologiche che permisero la nascita dell’urbanistica moderna ci furono l’incredibile aumento demografico, che sommato alle grandi opportunità lavorative che l’industria forniva nelle periferie delle città e che invece sottraeva nelle campagne aveva creata una notevole urbanizzazione, la seconda rivoluzione industriale e il progresso scientifico che, migliorando le estrazioni minerarie grazie al maggior potere calorifico dato dal carbon coke e dalla macchina a vapore e grazie all’efficientamento degli altiforni, permisero la produzione di leghe ferrose più resistenti e forgiate in serie e di facile montaggio, la produzione di vetri per la prima volta prodotti industrialmente e grazie alla laminazione anche di notevoli dimensioni, un’offerta maggiore e minori costi di produzione. Ai materiali tradizionali si affiancano quindi ghisa (2-4% di carbonio) e acciaio (

Da ciò nasce la trave a doppia T, ossia una trave costituita da due ali che costituiscono le parti resistenti, lo strato superiore e lo strato inferiore, e un elemento di raccordo, l’anima, che tiene assieme le due ali permettendo si eliminare il materiale superfluo. In questo modo diventa possibile alleggerire le strutture e ridurre quindi al minimo gli elementi strutturali, permettendo di realizzare spazi più ampi e luminosi, e velocizzare i tempi di costruzione, poiché prodotti in serie e di facile montaggio in quanto permettono di lavorare a moduli fissi e ripetuti. Nascono quindi nuove tipologie di edifici come mercati coperti, stazioni ferroviarie (stazione centrale a Madrid), biblioteche, gallerie commerciali (Galleria Vittorio Emanuele II di Mengoni a Milano e Galleria Umberto I a Napoli), i palazzi delle esposizioni (Crystal Palace di Paxton a Londra), che divengono l’occasione perfetta per esibire e confrontare i progressi tecnici raggiunti dalle diverse nazioni, per lo scambio di idee finalizzato al progresso scientifico e tecnologico, per sperimentare i nuovi sistemi costruttivi e le applicazioni dei nuovi materiali, e torri (Torre Eiffel a Parigi). Ma questa trasformazione architettonica si estese, grazie alle specializzate competenze tecnico-scientifiche degli ingegneri che uscivano dalle scuole di recente formazione, interessò anche il paesaggio e il tessuto urbano con la costruzione di infrastrutture innovative quali viadotti, ponti (Iron Bridge in Gran Bretagna), strade e ferrovie.

In Italia l’applicazione del ferro e del vetro arriva tardivamente e risente della contaminazione dello stile eclettico, indicatore del periodo di crisi in cui entra la figura dell’architetto.