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Architettura del ferro

Con la seconda rivoluzione industriale, a metà dell’Ottocento, il progresso tecnico-scientifico ebbe un forte sviluppo. Si cominciano ad utilizzare nuovi materiali come l’acciaio, il ferro, la ghisa e il vetro grazie a nuove tecnologie, tra cui nuovi processi di fusione e le macchine a vapore. I nuovi materiali presentano ottime caratteristiche fisiche di resistenza ed elasticità e per questo vengono impiegati nell’edilizia, operando una rivoluzione dell’estetica delle costruzioni. Nel corso del XIX secolo vengono costruite con nuove modalità opere di ingegneria civile come ponti, stazioni e serre in stile eclettico, cioè uno stile ibrido, un misto dei vecchi stili. La struttura portante era in acciaio, le parti di tamponamento in vetro.
Nel corso dell’Ottocento, dopo quella di Londra 1851 la prima e più famosa, vennero organizzate numerose esposizioni universali nelle principali capitali europee, dove veniva presentato il meglio della produzione industriale dei paesi più avanzati. Insieme ai macchinari erano esposti anche i più svariati oggetti prodotti industrialmente in serie. Per ospitare queste grandi esposizioni venivano costruiti dei padiglioni, grandi ma leggeri, utilizzando appunto l’acciaio e il vetro. Erano strutture provvisorie e, dopo l’evento, venivano smantellate.

Intorno alla metà del secolo viene a crearsi la professione dell’ingegnere, una nuova figura con specifiche competenze tecniche e scientifiche nell’ambito delle scienze delle costruzioni. Doveva, per esempio, essere in grado di stabilire la capacità di resistenza alle sollecitazioni e ai pesi dei singoli materiali costruttivi e di determinare le qualità ottimali di ogni singolo materiale per ogni tipo di costruzione.
- Esposizione Universale di Londra 1851 – Crystal Palace di Hyde Park
La prima Esposizione Universale si tenne a Londra nel 1851, per omaggiare il paese protagonista della rivoluzione industriale. Tra i 245 progetti presentati al concorso indetto per aggiudicarsi la sua progettazione, vinse quello di Joseph Paxton. Egli prevedeva un’enorme struttura in ghisa e vetro, con presenze di archi, colonne in ferro e un soffitto in vetro, che erano elementi rivoluzionari per l’architettura del tempo. In essa vennero esposti soprattutto macchinari, ma anche mobili o piante rare. Sorprendentemente, i tempi di esecuzione furono di soli pochi mesi. Il Palazzo di Cristallo si compone di una navata centrale a gradoni lunga più di 500 metri, nella quale si innesta un transetto coperto con una grande volta a botte. Dopo L’esposizione l’edificio venne smontato e rimontato in periferia, dove però venne distrutto da un incendio nel 1936.
- Esposizioni Universali di Parigi
Le Esposizioni di Parigi furono ospitate in padiglioni grandiosi, ma dalla struttura snella e dalle forme ardite, con un uso razionale del ferro. All’Esposizione del 1867 partecipò per la prima volta il Giappone e vennero esposti un migliaio di oggetti di origine giapponese, tra cui 50 stampe di figure femminili e 50 di paesaggi, particolarmente apprezzate dagli impressionisti. Inoltre, nella seconda metà dell’800 il Giapponismo non solo divenne una moda che riprendeva tutti gli elementi caratteristici di quel paese come l’abbigliamento o gli arredamenti, ma influenzò anche tutta l’arte europea.
- Tour Eiffel 1889 – Parigi
Costruita in occasione dell’Esposizione Universale del 1889, per il centenario della rivoluzione francese, di fronte all’edificio dell’Esposizione, vicino alla Senna e progettata da Gustave Eiffel. La sua forma è dovuta alla necessità di contrastare la forza del vento che, dati i 300 metri di altezza, avrebbe compromesso l’intera struttura; essa si sviluppa dalla base partendo da 4 enormi piloni arcuati, che si congiungono al secondo livello in un unico traliccio, dopodiché la torre si staglia contro il cielo con una forma piuttosto slanciata. La struttura portante è in ferro. L’idea iniziale era quella di smantellarla una volta finita l’esposizione, ma invece venne lasciata intatta e diventò il simbolo di Parigi. È possibile stazionare a più livelli grazie ad appositi ballatoi.
- Galleria vittorio Emanuele II 1865-1877 – Milano
Ingegnere: Giuseppe Mengoni. Si tratta di un passaggio cruciforme coperto, con un largo spazio ottagonale all’incrocio dei bracci, sormontato da una cupola. Il braccio principale collega Piazza Duomo e Piazza della Scala, quello più corto via Pellico e via Foscolo. La navata longitudinale e il transetto sono alti 32 metri, mentre dove si incrociano i bracci l’altezza è di 47 metri. La galleria è costruita in stile eclettico, contrassegnato da cariatidi, lunette e lesene ed è decorata da statue di letterati italiani. La struttura è realizzata soprattutto in muratura, mentre la copertura è in vetro e ferro. Due grandi archi trionfali si trovano ai due ingressi principali. Con il restauro degli anni 60, venne operato il rifacimento della pavimentazione.

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