MiCo9 di MiCo9
Erectus 1005 punti

Wiligelmo e Il Maestro delle Metope

Il duomo di Modena venne edificato alla fine dell' XI secolo su progetto dell'architetto Lanfranco e del suo collega scultore Wiligelmo. La particolarità dell'edificio non sta tanto nell'architettura del complesso bensì nello stile usato per i complessi scultorei ed in particolare delle lastre marmoree presenti sulla facciata e firmate dall'autore Wiligelmo. Sulle cinque lastre è presente il tema raccontato nella Genesi della creazione di Eva, la punizione di Adamo e di Eva e la cacciata dall'Eden. Si nota come le figure riprendano quella tridimensionalità e naturalezza tipica dell'età classica perduta nell'epoca paleocristiana. Proprio in questo si può considerare lo scultore Wiligelmo colui che ha cambiato verso all'arte e che ha riportato lo sguardo alla contemplazione delle figure nella loro corporeità. Un'altra particolarità che rende un vero genio l'artista è la sua capacità di riportare in un'unica scena sia il tempo di Dio (rappresentato dagli archetti pensili al di sopra dei corpi) che il tempo degli uomini (rappresentato dal modo in cui i personaggi sembrano proprio ignorare il primo esempio di tempo occupando anche più archetti).

All'interno del Duomo troviamo opere non di Wiligelmo ma dell ' anonimo chiamato Maestro delle Metope chiamato così per la realizzazione di elementi scultorei simili proprio a delle metope aventi funzione di appoggio per le volte realizzate 100 anni il lavoro del Maestro. Come in Wiligelmo si nota una ricerca della morbidezza e naturalezza assunta dai corpi. Dopo questi due scultori, nella metà del XII secolo, vi è uno strappo guidato da Benedetto Antelami che realizzo' il battistero a pianta ottagonale e una lastra di recinzione del presbiterio del Duomo di Parma. La scena ripresa è la deposizione di Cristo da parte di Niccodemo e Giuseppe di Arimatea; a sinistra vi è la processione delle Marie e di Giovanni dove è procinto il corpo di Gesù. In alto a destra, sopra le teste dei peccatori e dei soldati che si spartiscono le vesti del morto, vi è la luna ad indicare le tenebre nelle quali versano mentre in alto a sinistra e' presente il sole che illumina coloro che per tutta la vita hanno seguito Cristo. Sempre in alto sono presenti l'arcano Gabriele che congiunge la mano di Gesù a quella diaria per un' ultima volta e l'arcano Raffaele che invece rivolge lo sguardo verso la Chiese che regge il drappo della croce e la Sinagoga, obbligata ad abbassare il capo. La bravura di Benedetto sta nel riprodurre quasi alla perfezione la dinamica nella parte destra divisa in due piani dallo scudo di un guerriero. La parte sinistra invece riproduce lo stile paleocristiano "soppressore" della dinamica e di qualsiasi ricerca della profondità.

Hai bisogno di aiuto in Medioevo?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Come fare una tesina: esempio di tesina di Maturità