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Il linguaggio dell’arte Gotica

L’arte Gotica ha origine nella seconda metà del XII secolo nella regione dell’Ile de France, il territorio intorno a Parigi. Da qui si è diffusa nell’Europa centro-settentrionale e, all’inizio del nuovo secolo, in Italia. Primo importante esempio di arte gotica è il coro della chiesa abbaziale di Saint-Denis, presso Parigi, risalente al 1140. Il Gotico è il linguaggio della classe borghese, composta da ricchi commercianti, artigiani e banchieri; una classe in ascesa che interviene da protagonista nella realizzazione di opere pubbliche, per accrescere il proprio prestigio e quello della propria città. Il Gotico, dunque, è espressione di un potere accentrato in mano alle classi più ricche e intraprendenti. Attraverso il proprio lavoro, queste vogliono suscitare ammirazione per l’operosità dell’uomo, per la sua abilità nel progettare e costruire: Le grandi cattedrali gotiche infatti, con la loro imponenza, mostrano il carattere innovativo delle tecniche di costruzione basate su principi fino ad allora impensati. Questi edifici, con le loro grandi ricchezze e con la ricchezza decorativa, suscitano nel fedele un sentimento di “smarrimento” e un senso di vertigine. È in Francia, in Germania, in Inghilterra che possiamo ammirare i più straordinari esempi del nuovo stile. In Italia il Gotico si è espresso in forme più controllate, perché influenzate dalla permanenza di modelli legati alla classicità. Nelle arti figurative lo stile gotico è caratterizzato dalla ricchezza delle immagini, ottenuta mediante un uso decorativo della linea e una tecnica raffinata. Nell’arco di due secoli, il XII e il XIV, sia in pittura sia in scultura il linguaggio espressivo evolve da simbolismo astratto dell’arte bizantina all’attenzione nei confronti della realtà.
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