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L’architettura a Siena

In Toscana nasce, un’altra grande civiltà artistica quella senese. Siena si riaffaccia sulla scena politica toscana sin dal X secolo, quando tre nuclei si riuniscono attorno al tortuoso percorso della via Cassia-Francigena e danno origine a una delle più vitali realtà urbane della regione. Nella sua stagione storica più importante, quella fra il Duecento e Trecento, Siena esprime un’architettura e un’arte nel segno del gotico, ma si tratta di un gotico dai forti accenti anticlassici.
Il Palazzo pubblico: Il Palazzo Pubblico mostra chiaramente queste caratteristiche e sorge sulla Piazza del Campo. Si compone di tre corpi: uno centrale più alto e due laterali. La differente altezza dei tre corpi accentua il verticalismo di quello centrale. Manca il senso della massa. Tutto anzi si alleggerisce per le numerose aperture. Ma ciò che domina è la raffinata “giustapposizione” dei colori che si dispongono uno accanto all’altro: il rosso dei mattoni, il grigio della pietra ecc…

Giotto

Intorno alla figura di Giotto, sono fiorite molte leggende e cioè che Giotto fu allievo di Cimabue: cosa del tutto logica poiché nella sua pittura egli sembra aver ereditato direttamente dal grande maestro fiorentino il senso del volume. Durante questo percorso di formazione il giovane Giotto dovrebbe aver accompagnato Cimabue in un nuovo soggiorno romano, venendo così a diretto contatto con la superba tradizione antica. Al 1292, infine, dovrebbero datarsi l’approdo ad Assisi sotto l’egida del maestro e infine, la consacrazione ufficiale da parte dei frati francescani della basilica

La maestà

La maestà è la prima opera di Simone Martini. In questa opera viene raffigurata la Madonna ai piedi della quale vi sono in trono fra santi e angeli i quattro protettori di Siena. Per manifestare maggiormente la simbiosi fra Città e Chiesa, venne dipinta addirittura all’interno del palazzo dove aveva sede la repubblica. Tutt’intorno è una fascia che funge da cornice. È larga entro la quale si immagina di vedere il gruppo divino. In quest’opera lo spazio è concepito con un accenno alla profondità: a questo scopo la piccola dentellatura che orna il bordo della cornice è posta in prospettiva. La nota dominante, che vediamo qui è un’astratta, malinconia espressa sopr.tt dai volti.

L’annunciazione

L’opera più nota di Simone Martini è l’annunciazione. In questa raffigurazione, la Madonna si chiude il mantello e si ritrae sorpresa dall’angelo durante la lettura. E in basso la veste e il mantello dovrebbero piegarsi adagiandovisi, sembrano invece disporsi in senso verticale. L’angelo ha una veste ricamata, ornata da fasce d’oro disegnate con sottili tratti scuri. Le ali dell’angelo imitano quelle del pavone. La composizione è armonica. Anche il movimento da sinistra verso destra è studiato in rapporto alla cornice.

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