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Giotto - Annuncio dell'angelo a sant'Anna


Nella cappella degli Scrovegni di Padova, dipinta all'inizio del Trecento, Giotto operò una rivoluzione pittorica condotta su due fronti: la conquista del sentimento e la scoperta dello spazio. A rendere vere ed emozionanti le storie sacre sono, infatti, i gesti e le espressioni dei personaggi, che vivono e agiscono in ambienti reali, pensati tridimensionalmente. Nell'episodio dell'"Annuncio dell'angelo a sant'Anna" l'azione si svolge in un interno: mentre la figura celeste, che si affaccia dalla finestra a destra, annuncia alla donna inginocchiata la prossima maternità, una filatrice, figura simbolica dello svolgersi della vita, siede in un piccolo portico. Per realizzare la sapiente costruzione architettonica il pittore si è affidato alla chiarezza della forma geometrica: la stanza, mancante della quarta parete, è un parallelepipedo all'interno del quale gli oggetti, come la cassapanca rettangolare, trovano solidamente posto; il portico è la composizione volumetrica dei tanti quadrati che, in successione, formano la balaustra del terrazzo sovrastante; persino i corpi delle persone hanno l'aspetto e la consistenza di solidi.

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