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Le case di città

Le città medievali erano fittamente edificate. Sulle strade strette e tortuose, percorse da un traffico prevalentemente pedonale, si affacciavano costruzioni dalla pianta sviluppata in profondità. Poiché la vita delle città era basata in primo luogo sul lavoro artigianale e sul commercio, le singole abitazioni rispondevano alle esigenze degli artigiani e dei mercanti. Al pianterreno si apriva un laboratorio o una bottega, che si prolungava in un cortile o in un orto-giardino posteriore; al primo piano si trovavano gli ambienti di abitazione e, sopra questi, il deposito con le stanze dei lavoranti. Spesso, per guadagnare spazio, ai piani superiori venivano realizzati gli sporti, parti aggettanti sul fronte strada che consentivano di ampliare gli ambienti interni. Come poteva svilupparsi una città: Nell’Alto Medioevo la città si rimpicciolisce, in quanto l’economia è basata esclusivamente sull’agricoltura. Nelle città di fondazione romana ben poco rimane degli antichi monumenti. Sopravvive però la struttura varia a scacchiera regolare. L’edificazione di un’abbazia o di una chiesa con palazzo vescovile convince parte della popolazione a restare. Dall’XI secolo, all’esterno delle mura e lungo la via principale sorge spesso un’area di mercato, a dimostrazione che le città tornano a popolarsi e ridivengono attive. Le mura si estendono fino a difendere l’area commerciale con i nuovi quartieri. La crescita determina la trasformazione dell’impianto urbanistico, che diviene più fitto, con strade strette e irregolari.
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