Video appunto: Arte longobarda - Nascita sviluppo e declino

Nascita, sviluppo, declino dell'arte longobarda



Il problema dell’arte longobarda è complesso, sia per quanto riguarda l’origine che per quanto riguarda la comprensione del termine. Per gli studiosi più recenti, essa nasce ai confini dell’impero nel retroterra romano-barbarico. Quando i Longobardi arrivarono in Italia, essi portarono con sé la tradizione artistica di stampo germanico in cui erano già presenti alcuni elementi bizantini, acquisiti durante la loro permanenza in Pannonia, avvenuta nel IV secolo.
Occorre anche operare una distinzione fra opere sicuramente realizzate da maestranze longobarde ed opere compiute nei territori occupati, ma attuate da maestranze locali.
Le testimonianze dell’arte longobarde sono principalmente costituite a molti oggetti di metallo, spesso prezioso che essi portarono con sé dalla Pannonia e che continuarono a produrre nella penisola italiana. Si tratta di else di spade, di croci o di fibule, per la maggior parte provenienti dalle necropoli, spesso lavorate con una elementare tecnica di oreficeria e decorate con intrecci lineari o con motivi che richiamano gli animali. Una raccolta completa di questi oggetti è custodita nel museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli. A volte, essi sono arricchiti con pietre preziose o semplicemente colorate, come la croce di Agilulfo, conservata nel Museo dell’Opera del Duomo di Monza.
Nella penisola italiana, abbiamo tre zone in cui sorse l’arte longobarda: quella di Cividale, quella Longobardia vera e propria ed infine quella del ducato di Benevento.
A Cividale troviamo il tempietto decorato di stucchi, l’altare di Rachis e il pluteo di Sigualdo, conservati tutti e tre nel museo del duomo della cittadina. Il pluteo è un elemento di pietra scolpita, facente parte delle recinzioni che nelle basiliche circondano l'altare.
Nella Longobardia vera e propria, la regina Teodolinda fece costruire una splendida reggia decorata da pitture profane, stando alla testimonianza di Paolo Diacono. A Monza, fece anche edificare la basilica di San Giovanni Battista a forma di croce equilatera, in cui ogni sporgenza è equidistante dal centro. Quest’iultimo edificio è sormontato da una grande cupola secondo lo schema che si ritrova nella chiesa di San Simpliciano di Milano. A Pavia, nel 667 ,fu costruita la chiesa di Santa Maria ad Perticas che però oggi è andata distrutta: ci restano dei disegni e degli schizzi di cui alcuni di Leonardo da Vinci. Sappiamo che essa era a pianta circolare ed impostata secondo gli schemi paleocristiani. Allo stesso periodo appartiene anche il complesso basilicale di S. Giovanni Evangelista di Castelseprio a Varese.
Nella Longobardia meridionale furono soprattutto i duchi di Benevento a dare un impulso artistico alla regione. A Benevento si trova la chiesa di Santa Sofia, risalente al VII secolo che ha strette somiglianze con gli edifici paleocristiani. Da segnalare anche il tempio di Sant’Angelo di Perugia che presenta una singolare configurazione planimetrica a stella nella parte absidale. Infine, a Capua, i Longobardi edificarono la chiesa di San Salvatore a pianta basilicale: nata come cappella privata per la famiglia del Gastaldo, a partire dalla seconda metà del X secolo, cambiò lentamente la sua funzione per diventare un edificio di culto pubblico..La facciata è caratterizzata dalla trifora di ingresso (= triforium) , sorretta da colonne con capitelli longobardi, che costituiva l’atrio della chiesa protoromanica.
Verso la fine del VIII, l’arte longobarda cominciò ad impoverirsi e a subire sempre di più l’influenza passiva di quella bizantina ed orientale in genere. Soltanto verso il IX secolo, durante il Rinascimento carolingio si ebbero nuove esperienze artistiche su cui sarà innestata l’arte romanica.